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| 26 maggio | 19:31

''Pronto Marcell, sei tornato? Dal giorno più bello dello sport italiano alla spy story e agli infortuni, a Savona Jacobs ha detto a tutti 'ci sono ancora'''

DAL BLOG
Di Franco Bragagna - 26 maggio 2026

Tre tre otto ... Pronto, Marcell? Numero di fantasia, telefonata quasi ... Vorrei mettermi in contatto con lui, sì Marcell Jacobs! Come, chi è? Ha vinto l'oro a Tokyo 2020, in realtà nei Giochi olimpici dell'anno dopo, si era in piena era di pandemia ... Ma vi ricorderete quel bresciano di pelle scura, nemmeno troppo, che vinse l'oro sui cento metri che sembrava impresa impossibile per uno con la maglia azzurra. Mai nessun azzurro era finito in una finale olimpica dei cento metri; sì dei duecento sì, anzi quella finale la vinse a Roma '60 Livio Berruti e la rivinse vent'anni dopo (a Mosca 1980) Pietro Mennea... Ma sui cento metri, mai!

 

In realtà un'azzurra in finale c'era stata, Giuseppina Leone, detta Giusy a Roma 1960! Allora le finali erano a sei corsie e sei atleti e la torinese aveva vinto la medaglia di bronzo, rischiando di ripetersi qualche giorno dopo anche sui duecento. Ma, dopo una bella curva nella corsia più interna (allora e fino a non troppi anni fa - adesso si prendono i migliori del turno precedente per le corsie centrali - si andava per sorteggio ...) cedette e finì sesta, sì ultima. Ma con enorme onore: tanto sui cento che sui duecento a quei Giochi stravinse Wilma Rudolph. Anche la staffetta 4x100 vinsero le americane con le azzurre quinte con Giusy Leone in ultima frazione. Wilma Rudolph sì che stravinse a Roma che aveva vent'anni (morì a 54!), che da bambina aveva sofferto dei postumi della polio e che fece coppia fissa mano nella mano per un fugace flirt con Livio Berruti. Che - racconta ancora sorridendo Livio - rischiò parecchio perché su di lei aveva posato gli occhi un certo Cassius (pare Clay), che stava facendo i Giochi coi guantoni e li avrebbe vinti prima di diventare una delle persone più influenti del secolo scorso e non solo ...

 

Bragagna, sarò franco: stai divagando! 

 

 

Ah, sì: la telefonata con Marcell Jacobs ... Ma qua non si sente alcun segnale, boh! Mi viene un sospetto, molto forte: vuoi vedere che dopo tutte le vicende personali subite ha cambiato numero di telefono? Fuochìno ... Lo scorso anno venne alla luce la vicenda che ha incrociato i destini dei due più famosi velocisti italiani degli ultimi tempi: il secondo frazionista della mirabile staffetta 4x100 di Tokyo, sì quegli stessi Giochi olimpici, più l'ultimo frazionista. Che uniti a Lorenzo Patta in prima e Fausto Desalu in terza (che frazione in curva per il lombardo di origine nigeriana) hanno portato a casa per l'Italia una clamorosissima medaglia d'oro. Implicata, sembrava, la famiglia dell'ultimo frazionista, capace a Tokyo di una fenomenale rimonta sull'inglese che portò per un centesimo (tanto così ...) alla medaglia d'oro! Il fratello di Filippo Tortu, Giacomo, ha subito anche una squalifica, perché emerse che avrebbe dato mandato a dei trafficoni esperti di spionaggio (l'inchiesta è tuttora in corso ma molti fatti, compreso questo paiono acclarati) l'incarico di tenere sotto controllo e sotto scacco telefonico e non solo Marcell Jacobs: il sospetto loro era che Marcell si fosse 'bombato'. Troppo repentino, a parer loro, il progresso tecnico per arrivare a certi risultati ...

 

Quando uscì la notizia dello spionaggio operato dal figlio Giacomo fratello di Filippo, il padre-allenatore, Salvino, venne raggiunto e provocato da un inviato de "Le iene" e Salvino rispose che quando seppe la notizia cadde dalla sedia ... Sarò franco, io in un'intervista dissi "non mi è parso di vedere escoriazioni di qualche tipo sul corpo del babbo ...". Si badi bene quel progresso tecnico che, chi se ne intende riteneva quasi certo, portò lo stesso Filippo Tortu ad un risultato insperato: la vittoria dell'oro olimpico in staffetta potendosi fregiare di un'immagine che rimarrà per sempre nella memoria e negli annali, quella della rimonta nella frazione decisiva dopo un inizio-frazione (cambio così così) che un po' aveva ridotto nel complesso l'effetto della curva favolosa di Desalu. Rimonta impetuosa di Filippo su Nethaneel Mitchell-Blake che certo non era nella forma dell'anno prima e di alcuni degli anni dopo, ma chi se ne importa: chi se la scorda più fra gli italiani l'immagine dell'arrivo di Tortu col record italiano favoloso a trentasette e mezzo?

 

Che poi il quartetto britannico di quattro velocisti inglesi sarebbe stato squalificato per la positività al controllo antidoping del loro primo frazionista, ma la sostanza cambia poco, anche se sull'ordine d'arrivo ufficiale oggi compare: secondo posto Canada a due decimi, un po' più che due metri ... Bello divagare su storie sportivamente così belle, ma io sono ancora col telefono in mano per l'ipotetico "pronto, Marcell?" di cui sopra e ... Sì, ragionavo e spiegavo che probabilmente, anzi probabilissimamente, quel numero che non dà segnale è dovuto allo spionaggio che Jacobs aveva subito e sarebbe venuto alla luce dopo gli ori di Tokyo, il primo dei quali il primo agosto 2021 immediatamente dopo quello a pari merito nel salto in alto di Gianmarco Tamberi, il capitano della squadra azzurra.

 

Mentre ancora la mia mente vaga su quel numero telefonico 'inutile' la mente pensa a quanto siano diversi i due protagonisti della storia del primo agosto, una delle più belle (io dico "la più bella!") della storia dello sport nazionale. Uno, Tambèri così ... così Tambèri, caciarone, estroverso fino all'eccesso (per taluni) e uno a suo modo timido al di là di quei tatuaggi così sbandierati che mamma subito non gradì e forse dopo nemmeno... Insomma, non mi risponde: Marcell Jacobs è tornato a correre su una pista italiana sei giorni fa, a Savona. Il tempo di ragionarci sopra su come è andata e di provare una riflessione tecnica. Primo test per il bresciano del Lago di Garda. Lì è cresciuto dopo essere nato ad El Paso, in Texas, esattamente a Desenzano, anche frequentando la pista e ancor più la pedana del salto in lungo dell'impianto in località Rivoltella. Inizialmente saltatore in lungo, l'impressione è che sarebbe potuto diventare uno dei più bravi al mondo se non fossero sopraggiunti gli infortuni. Tanti, troppi!

 

Allenato da Paolo Camossi che fu campione mondiale di salto triplo, specialità cugina del salto in lungo, allenato proprio da lui perché lo si riteneva portentoso saltatore in lungo. Ma gli infortuni non mollarono la presa e Marcell si dovette 'adattare' per fare il velocista: lo fece talmente bene da ... vincere e far vincere due ori olimpici. E adesso? Tutto finito? Il ritorno a Savona, vale anche come augurio per un eventuale prosieguo o gran-finale di carriera: nella località del Ponente ligure, infatti, ci fu la grande e decisiva svolta dell'atletica italiana tutta, di un fenomeno - quello della squadra più bella di sempre - che era nato a metà del decennio precedente e che a Savona 2021 aveva visto il record italiano dei cento metri, la specialità che più di ogni altra colpisce la fantasia popolare, di questo bresciano sì anche un po' timido ed introverso, malgrado i maxi-tatuaggi "sbandierati". Fu 9"95 in quel Maggio, quattro centesimi meglio del record italiano di Filippo Tortu che poi di lì non s'è più spostato come primato personale ...

 

E allora "vai Marcell" che ci proviamo sul rettilineo opposto a quello della tribuna principale del Campo della Fontanassa, a Savona. Qualche mese prima la notizia: Jacobs torna al vecchio allenatore, sì quello dell'impresa di Tokyo, Paolo Camossi, dopo un periodo con un allenatore americano, Rana Reider, che gli aveva dato sì un quinto posto olimpico sui cento metri molto incoraggiante, ma che aveva portato anche qualche infortunio (già uno è di troppo, figuriamoci se sono di più). Insomma: ritorno con Paolo Camossi per ragioni tecniche importanti, ma anche per quell'idea di un nuovo inizio a trentuno anni che risulti ottimistica base di un finale di carriera da ricordare, magari a lungo ... Che, comunque, chi se lo scorderà mai - io sicuramente no, almeno - un azzurro oro olimpico dei cento e della staffetta 4x100? Che allora il primo aggettivo che venne alla mente fu ... "irripetibile"!

 

Eccolo: "Marcello" - come mi scappò di chiamarlo in telecronaca - si accovaccia sui blocchi di partenza della prima semifinale dei cento metri del meeting di Savona, "Memorial Giulio Ottolìa", che sono le 4 e 14 del pomeriggio. All'arrivo è secondo in 10"11, undici centesimi dietro ad un inglese nato in Giamaica di cinque anni più giovane ... Il vento, a favore, è di +2,6, mmm, non proprio granché! Rieccolo sui blocchi di partenza per la finale che sono le 5 e 37, sempre del pomeriggio ovviamente. La corsia è la stessa della semifinale, la terza: sembra meglio, soprattutto è più impegnato. Fa 10''01, il vento - sempre a favore - è leggerissimamente di più, +2,7. Stavolta è terzo, tredici centesimi dietro all'inglese di prima e tre dietro al primatista nazionale colombiano che ha dieci anni di meno ... Al solito o come spesso capita, l'organizzatore afferma che è scettico sull'entità del vento "la fettuccia che ne indicherebbe la direzione è parsa non così 'agitata', anzi". E' un po' sempre così in atletica, sport preciso ed aritmetico come nessuno: anche quando vai bene diventi come quel pescatore che ti deve indicare a spanne la lunghezza della sua 'preda': pensa, non c'era nemmeno tanto vento!

 

Dico la mia dopo le due volate del Ponente Ligure di Marcell Jacobs. Il suo atteggiamento post-gara, qualcuno lo chiama linguaggio del corpo oppure nella stessa versione in inglese, è - conoscendolo - quello di chi butta via niente e questo nuovo inizio lo è. Insomma, la fiducia ed il - suo - sorriso son tornati: non sarà quello di Parigi 2024, quinto in finale, dopo sei mesi di allenamento in Florida, men che meno non è quello di Tokyo, ma c'è qualcosa che dà l'idea che l'uomo del Garda non è un atleta 'finito', anzi ... E soprattutto che sarà pronto a dare una mano importante al quartetto della staffetta fino ai Giochi di Los Angeles fra due anni. Per gli europei di agosto di Birmingham, in Inghilterra, sarà dura anzi durissima arrivare a fare il tris consecutivo di vittorie individuali sui cento metri, maaa ... "mai dire mai"!

 

"Sarò franco", mi sento stranamente un po' "doroteo" mentre scrivo questo, ma a quest'uomo un'apertura di credito va sempre concessa ...

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