La seconda vita degli strumenti, il progetto di comodato d'uso degli strumenti ad arco della Fondazione Filarmonica cresce nel tempo: "Ci si prende cura del futuro della musica"

Analisi, recensioni, presentazioni delle grandi opere nella prestigiosa sala della Società Filarmonica di Trento
Prosegue il progetto della Fondazione Filarmonica Trento che affida strumenti d'autore a giovani interpreti, creando un ponte tra il sapere dei liutai e il talento delle nuove generazioni.
Uno strumento di liuteria nasce per attraversare il tempo. Nasce dall'intuizione di un artigiano, prende forma attraverso mesi di lavoro e continua a trasformarsi nel corso degli anni. Ma la sua storia non è completa finché non incontra un musicista.
E' da questa convinzione che continua a svilupparsi il progetto di comodato d'uso gratuito della Fondazione Filarmonica Trento, nato per sostenere il percorso di giovani interpreti attraverso l'affidamento di strumenti ad arco di pregio e, allo stesso tempo, valorizzare il patrimonio della liuteria italiana contemporanea.
Non si tratta di una semplice assegnazione di strumenti. È un percorso che cresce nel tempo. Alcuni dei comodati sono stati avviati nei mesi scorsi, altri più recentemente, ma tutti condividono la stessa finalità: permettere a strumenti costruiti per durare generazioni di continuare a vivere attraverso chi li suona ogni giorno. Ciascuno di questi strumenti continua oggi il proprio viaggio accanto a un musicista diverso. Sono storie differenti, accomunate dalla stessa idea di futuro.
Il violinista Ruben Galloro, impegnato in attività cameristica e orchestrale, suona un violino realizzato da Andrea Giovannetti, liutaio attivo in Toscana. Al violinista Tommaso Santini, già tra i leggii di alcune delle principali orchestre italiane e oggi impegnato anche in un progetto di ricerca artistica, è affidato un violino costruito da Gianmaria Stelzer, liutaio trentino oggi attivo tra Trento e Zurigo.
La violinista Elina Kulac, che dopo gli studi iniziati in Ucraina prosegue oggi la propria formazione al Conservatorio "F. A. Bonporti" di Trento, utilizza un violino costruito da Gerardo Luigi Mereu a Cremona, dove il liutaio continua la propria attività. La violista Francesca Zanghellini, attiva come interprete e docente, suona una viola realizzata dal trentino Luca Olzer, che nel proprio laboratorio di Pergine Valsugana costruisce strumenti ad arco e a pizzico.
Fra i violoncellisti, Leonardo Lisa, impegnato in un'intensa attività cameristica e concertistica, utilizza uno strumento costruito da Nicola Segatta, liutaio trentino che affianca alla costruzione degli strumenti l'attività di compositore e violoncellista. Un ponte con la grande tradizione italiana è rappresentato dal violoncello della scuola Grancino, proveniente dal lascito della Famiglia Anzoletti e oggi affidato ad Alberto Delama, insegnante e violoncellista attivo anche nell'ambito della ricerca musicologica. Completa il gruppo la contrabbassista Teresa Lever, che dopo un periodo alla Hochschule für Musik und Theater di Lipsia collabora con diverse realtà orchestrali italiane e tedesche. Lo strumento che accompagna oggi il suo percorso è un contrabbasso costruito da Cristiano Scipioni, liutaio mantovano.
"Uno strumento non raggiunge il proprio compimento quando esce dalla bottega di un liutaio, ma quando entra nella vita di un musicista", dice Alessandro Arnoldo, direttore artistico della Fondazione Filarmonica Trento. "E' lì che inizia davvero la sua storia. Accompagnare questo incontro significa prendersi cura del futuro della musica".












