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Due gemelli con stili di vita diversi per spiegare come lo sport rende migliori

Sull’European Journal of Applied Physiology è stato pubblicato uno studio che ha seguito 2 gemelli monozigoti (con stesso patrimonio genetico) di 52 anni e stessa esposizione ambientale per la prima fase della loro vita per vedere come ha influito lo sport sulla loro esistenza. Ecco i risultati
DAL BLOG
Di Livio Zerbini - 30 settembre 2018

Fsioterapista, preparatore atletico negli sport di squadra e consulente sport individuali (sci di fondo, ciclismo, atletica) sia per amatori che atleti professionisti.

La pratica dell’attività fisica regolare è ormai riconosciuta come il più potente fattore per avere nell’uomo un benessere psico-fisico. Il patrimonio genetico e la sua interazione con l’ambiente (stimoli esterni, stili di vita) determinano lo stato di salute che ognuno di noi ha in qualsiasi momento della sua vita. Nello studiare i benefici di un’attività fisica regolare è spesso stato molto difficile discriminare quanto di questi benefici fossero dovuti allo stile di vita attivo o a un patrimonio genetico particolarmente “fortunato”.

 

Spesso chi è sovrappeso, obeso, ha problemi cardio vascolari, polmonari o di dolori muscoloscheletrici correlabili con una scarsa o assente attività fisica regolare usa una frase: "Eh ma io ho la genetica sfortunata, ho il metabolismo lento, ingrasso subito, non riesco a muovermi perché ho dolori ovunque". Ma se questo concetto fosse un semplice alibi per perpetuare stili di vita non sani? Per rispondere a ciò un gruppo di scienziati della California State University capitanati dalla professoressa Bathgate ha effettuato uno studio bellissimo recentemente pubblicato sull’European Journal of Applied Physiology.

 

Gli autori dello studio hanno avuto l’opportunità (più unica che rara) di poter seguire 2 gemelli monozigoti (con stesso patrimonio genetico) di 52 anni e stessa esposizione ambientale per la prima fase della loro vita. Quindi 2 individui con la stessa genetica e le stesse abitudini di vita e quantità di attività fisica praticata fino a 20 anni alla fine del periodo scolastico. Dai 20 ai 52 anni invece un gemello ha smesso di fare attività fisica ed è rimasto praticamente sedentario per 30 anni (a parte qualche sporadica camminata di 20 minuti), mentre l’altro gemello ha iniziato ad allenarsi regolarmente con 4 allenamenti di media a settimana di resistenza (corsa, bici, nuoto) e 2/3 di forza (esercizi di rafforzamento in palestra).

 

Il gemello allenato è arrivato a correre una maratona in 3 h 01 min ed ha completato un Ironman triathlon in 12 h e 33 min. Dal punto di vista dell’alimentazione il gemello allenato ha riportato un consumo calorico medio di 3517 kcal al giorno (51% carboidrati, 33% grassi e 27% proteine), mentre il non allenato-sedentario di 1741 kcal al giorno (31% carboidrati, 42% grassi, 27% proteine). Alla soglia dei 50 anni i 2 gemelli sono stati analizzati con un check-up medico completo per valutare le differenze.

 

Il gemello allenato è risultato essere alto 186 cm per un peso di 94 kg, mentre il gemello sedentario 183 cm di altezza per 104 kg di peso. Nel gemello sedentario è stata riscontrata una massa grassa del 43,3% maggiore del suo gemello allenato, un colesterolo totale maggiore del 16%, un colesterolo cattivo maggiore del 30%, i trigliceridi maggiori del 27% e la glicemia maggiore del 17%. Inoltre il massimo consumo di ossigeno (indice che misura la resistenza allo sforzo fisico), la forza degli arti superiori e la forza degli arti inferiori sono risultati nettamente minori nel gemello sedentario rispetto al gemello allenato.

 

Sia gli indici delle analisi del sangue che i risultati dei test di resistenza e forza sono tutti fattori indipendenti e predittori del rischio di mortalità, che ovviamente risulta molto più alto nel gemello sedentario. Questo studio è il più completo, e con un monitoraggio su un lunghissimo periodo (30 anni) di 2 individui con stessa genetica e 1 solo fattore differente: la pratica o meno di costante attività fisica. Questo risultato dimostra che la pratica regolare dell’esercizio fisico ha effetti sulla salute di un individuo che sono molto maggiori di quanto si potesse pensare prima. La regolare pratica di esercizio fisico è in grado di modificare in senso migliorativo una stessa genetica di partenza.

 

Quindi non ci sono più scuse, siete voi molto spesso padroni del vostro stato di salute (salvo rare e sfortunate situazioni), quindi potete decidere di fare o non fare attività fisica regolare però con la consapevolezza di cosa questo comporta sul vostro benessere psico fisico.

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