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| 07 giu 2022 | 18:48

La 60esima edizione del Salone del Mobile di Milano: la (ri)partenza del presente con gli occhi puntati verso il futuro

Il Salone del Mobile.Milano è, finalmente e nuovamente, ai nastri di partenza. Una 60esima edizione che costruisce bellezza per una società alla ricerca di punti fermi e di (ri)partenza, consapevole di dover essere un momento, un luogo e uno strumento per ragionare insieme sulle capacità generative del progetto e sul ruolo dell’intero sistema arredo
DAL BLOG
Di Marco Consoli - 07 giugno 2022

Figura poliedrica , tra le tante cose è produttore discografico e di eventi, attore, fotomodello, influencer

Sessant’anni vissuti nel nome, della qualità e dell’innovazione. E, oggi, più che mai, della responsabilità ambientale e sociale. Il Salone celebra un traguardo ma non si ferma: le nuove sfide riguardano una visione del sistema arredo necessariamente etico e consapevole – un design che, sia capace di progettare condizioni e spazi di benessere, rifugio, inclusione.

 

Il Salone del Mobile.Milano è – finalmente e nuovamente – ai nastri di partenza. Si tratta di una 60esima edizione che costruisce bellezza per una società alla ricerca di punti fermi e di (ri)partenza. Consapevole di dover essere un momento, un luogo e uno strumento per ragionare insieme sulle capacità generative del progetto e sul ruolo dell’intero sistema arredo, il Salone torna in presenza, nella sua forma più completa, riaffermando il valore dell’incontro, del confronto e del dialogo.

È così che si (ri)attesta quale evento globale, perno di un sistema virtuoso che ha radici a Milano e in Italia ma si proietta in tutto il mondo, generando qualità, relazioni, opportunità di business e percorsi creativi che si riflettono positivamente sulla vita (e sull’abitare) di tutti noi. Sessant’anni, dunque, di prodotti di eccellenza, ma anche di design necessario e responsabile, che pone al centro l’uomo e la natura. Un’edizione, questa, costruita collettivamente intorno a fondamentali linee di riflessione e lavoro.

 

"Spesso si costruiscono eventi intorno agli anniversari per renderli speciali e caricarli di significato. Oggi non ce n’è bisogno. La pandemia e lo scenario internazionale ci impongono una riflessione profonda sul senso di questa sessantesima edizione - afferma Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano - stiamo sperimentando nuovi modi di lavorare, viaggiare, abitare. Una quotidianità da ricostruire che ci sfida e che ci spinge a reiventarci. Un intero settore sta già lavorando per dare delle risposte su come gli spazi che viviamo debbano adattarsi ai cambiamenti. Questo Salone è finalmente l’occasione per condividerle".

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