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Cesare Battisti, 'alto traditore'? E Tomáš Masaryk? E tutti gli altri patrioti cechi, slovacchi, polacchi, ucraini, sloveni, croati, serbi, rumeni e italiani?

DAL BLOG
Di Nicola Zoller - 14 marzo 2023

Socialista dal 17° anno d'età, continua a dedicarsi allo studio del pensiero progressista e democratico

"Cesare Battisti? Citalo ai trentini e vedrai come, nonostante siano passati cent’anni dalla sua impiccagione, si dividano tra chi lo considera un eroe e chi un traditore. Questo accade perché non lo conoscono". E' l’autore e regista Andrea Castelli a dichiararlo in una recentissima intervista.

 

La sua considerazione calza perfettamente con la credenza manifestata da un mio amico roveretano – conosciuto sui banchi del consiglio comunale cittadino – col quale stavo discutendo di un tema compreso in una mia recente ricerca “Quaranta storie” (Trento, gennaio 2023), una concisa indagine storica tra cui rientra un capitolo intitolato “La Prima guerra mondiale era imprevedibile?”. Saltò fuori il nome di Cesare Battisti, allora combattente a fianco dell’Italia, e dovetti provare ancora una volta a sostenere le ragioni di quel personaggio, fondatore del movimento socialista trentino e interventista democratico.

 

Dovevo averne accennato anche nella mia ricerca, pensai. Andai presto a controllare, e invece in quel capitolo – già così vasto e complesso – il punto sull’interventismo battistiano era mancante. Dovevo rimediare, visto che quel tema nella nostra regione trentino-sudtirolese era d’interesse, come risultava anche da quanto sopra appena menzionato. Così nella seconda edizione aggiornata del marzo 2023 ho inserito una nota a proposito della figura risorgimentale e socialista di Cesare Battisti.

 

Richiamando che in merito rimangono nelle opinioni delle genti del Trentino-Alto Adige ancora valutazioni radicalmente divergenti, ho provato allora a fare chiarezza. Battisti promosse un socialismo che riuniva in sé gli ideali della socialdemocrazia mitteleuropea e quelli mazziniani, la lotta per l'autonomia dall'Austria e i valori risorgimentali. Ideali ed esperienze che al culmine del suo percorso umano egli trasferì nella scelta di farsi soldato per liberare le nazionalità oppresse dell’impero austro-ungarico.

 

Una strada parimenti seguita da Tomáš Masaryk – parlamentare a Vienna come Battisti - che fondò la legione cecoslovacca, con decine di migliaia di combattenti contro l’Austria-Ungheria, schierati anche sul fronte italiano: diventerà primo presidente della repubblica cecoslovacca nata il 14 novembre 1918. Diverso e tragico fu il destino di Battisti: finì impiccato dagli austro-ungarici, bollato di 'alto tradimento'.

 

Perché la propaganda non appioppò mai analogo termine a Masaryk? In realtà storici di parti diverse hanno spiegato che il termine tradimento non ha senso. Claus Gatterer, lo storico sudtirolese che ha voluto far conoscere Battisti all’opinione pubblica austriaca, ha scritto in “Cesare Battisti, Porträt eines 'Hochverräters' ”(Europa Verlag, Wien, 1967).

 

"Gli ideali battistiani attingono a due fonti: il Risorgimento italiano e il socialismo d’Austria-Ungheria. In Battisti questi ideali si erano pienamente fusi. Rappresentavano le direttrici per una vita e per un’opera di rara coerenza": possiamo ritenere che tali parole, per la fonte da cui giungono, siano chiare per tutti. Altrettanto precisa resta la testimonianza della storica italiana Maria Garbari: "Tutte le nazionalità costituenti l’impero austroungarico – oltre ad austriaci e ungheresi, c’erano cechi, slovacchi, polacchi, ucraini, sloveni, croati e serbi, rumeni, italiani e ladini– stavano perdendo la speranza di poter tutelare la loro identità in uno Stato realmente federale. La guerra, anziché creare la solidarietà fra quei popoli, contribuì allo sfascio dei possedimenti asburgici. La lotta in difesa della propria nazionalità, combattuta magari con l’espatrio, la diserzione, il passaggio al campo opposto, fu un tradimento? Ma allora l’intera Europa pullulava di traditori cechi, slovacchi, croati, polacchi, romeni, italiani…". Anche il leader sudtirolese Silvius Magnago ha spiegato a tutti: "Cesare Battisti fu un uomo che sacrificò la vita per i suoi ideali e dunque è degno della stima anche di coloro che come gli austriaci lo condannarono a morte" (v. “Corriere della Sera”, mercoledì 16 luglio 2014).

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