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| 01 giugno | 12:19

Un viaggio sentimentale sulle Alpi

DAL BLOG
Di Nicola Zoller - 01 giugno 2026

Socialista dal 17° anno d'età, continua a dedicarsi allo studio del pensiero progressista e democratico

''Sulle Alpi – Un viaggio sentimentale'' di Daniele Zovi mi ha molto ispirato. Sia perché l’autore è nativo di un territorio simile al mio, provenendo da Roana sull’altopiano di Asiago, che col mio Monte Baldo ha comuni caratteri di amenità, senza le 'ruvidità' del granito delle grandi montagne, ma soprattutto mi avvicina a lui quell’intendere l’alpinismo – lo scrive fin dal titolo – come un viaggio sentimentale, più che come una bramosia di "conquistare" le vette per le vie più difficili ed esclusive.

 

Tanto che lui afferma di aver rinunciato "all’arrampicata con corde e chiodi", perché arrampicare "richiede la massima dedizione, non è un hobby ma una scelta di vita": e come succede a tanti di noi, la vita spesso ci trasporta verso altre scelte, sicché all’alta montagna – che amiamo immensamente – ci avviciniamo con prudenza, la frequentiamo spesso nel tempo libero, raggiungiamo le cime per le vie più consuete, o avvalendoci delle ''ferrate''  (percorsi montani attrezzati con cavi d'acciaio e ancoraggi per facilitare la salita in sicurezza) e dell’ausilio di associazioni come il Cai e la Sat, avvicinandoci quindi alla montagna in compagnia, non per fare exploit individuali, che pur ammiriamo, riconoscendo merito e costanza ai grandi scalatori.

 

Detto questo, Zovi confessa di aver trovato consolazione al fatto di "«non essere un vero scalatore" nelle parole della più grande scalatrice italiana, Nives Meroi, alla quale aveva confessato la sua condizione. Meroi, conoscendo la vita di studioso e dirigente forestale di Zovi, gli rispose gentile: "Forse non sei uno scalatore. Di certo sei un alpinista". Così vorremmo tanto essere anche noi.

 

Con Zovi ci accomuna anche l’abitudine di accompagnare i nostri viaggi montani con la ricerca di libri e di autori a cui possiamo ispirarci. Da qui si diparte anche il riferimento al ''viaggio sentimentale'': così Zovi cita Ovidio, Leopardi, Goethe, Nietzsche, Zanzotto, Terzani, Neruda, Kundera, Buzzati, la dolcissima poetessa Pozzi…Nel mio piccolo ambito, proprio su Uct ho scritto un lungo articolo nell’aprile 2022, intitolato ''L’abbraccio tra vette e letteratura'', menzionando oltre ai libri di montagna di Bonatti, Messner, Diemberger, anche autori classici come Shakespeare, Tasso, Schiller, Thoreau, Foscolo, Manzoni, Rilke, Kafka, Proust… Infine con l’autore posso condividere i percorsi da Ovest a Est delle Alpi, come lui propone nel suo libro, ripetendo la filastrocca con cui le nonne insegnavano a ricordare i nomi della catena delle Alpi: "Ma con gran pena le reca giù", per significare MA Marittime, CON Cozie, GRAN Graie, PENA Pennine, LE Leopontine, RE Retiche, CA Carniche, GIÙ Giulie.

 

Quindi Zovi sviluppa il suo viaggio a partire dal Monviso, attraverso altre montagne famose, dal Gran Paradiso al Monte Bianco, dal Rosa all’Alpe Devero e al Bernina, dal Similaun alla Palla Bianca e – infine – alle Dolomiti, "le montagne più belle del mondo". Montagne, che come racconto sul citato Uct, ho frequentato anch’io "con dolci e insieme faticose ascese giovanili e nell’età più matura". Così leggere questo libro è stato un gradevole amarcord, in particolare per le salite al Gran Paradiso, al Monte Bianco (con la descrizione dello stupore di Goethe davanti alla luce di quel «bianco abbagliante»), al Monte Rosa (con la storia dei Walser, la popolazione germanica lì insediatasi dal 1200), alla Palla Bianca, al Similaun (con Ötzi, l’uomo «venuto dal ghiaccio» 5300 anni fa).

 

Segnalo in chiusura due storie da approfondire: la traversata delle Alpi da parte di Annibale nel 218 a.C., passando con i suoi armati nei pressi del Monviso ad oltre 2900 metri… alpinisti ante litteram, elefanti compresi; e poi quella saga degli abeti rossi nelle foreste di Tarvisio, lì dove si incontrano Italia, Austria, Slovenia, abeti da cui si ricava "il legname di risonanza, adatto a produrre la cassa armonica di tutti i migliori violini del mondo". Che belle storie.

 

C’è infine un messaggio: le Alpi non sono una catena "invalicabile". Ci sono 27 valichi e 34 sentieri ufficiali, a cui andrebbero aggiunti altri mille percorsi noti solo alla gente del posto. Come molti di noi, Zovi pensa "alle Alpi come a una grande casa in cui sono vissute e vivono genti diverse per lingua, abitudini e tradizioni, ma simili per un comune sentire, per l’adattarsi a luoghi che mettono davvero alla prova". Le Alpi sono una cerniera, non una barriera, sono «porose» direbbe l’antropologo Annibale Salsa.

 

Ci salutiamo ringraziando Zovi che ci ha fatto salire su magnifici monti e camminare tra boschi e sentieri, osservando il paesaggio, gli animali e le tracce lasciate nel tempo dagli uomini. E ci addormentiamo immaginando, con le poetiche parole di Antonia Pozzi, "che la montagna nuda chiami le stelle per farsi inghirlandare".

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