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Diabete di tipo 1 in crescita del 3% in tutto il mondo: i ricercatori cercano di capirne la causa

In passato, tra i sospettati dei ricercatori a caccia della causa del diabete di tipo 1 vi era stato anche il virus dell’influenza A/H1N1, responsabile della pandemia del 2009.
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Di Paolo Lupo - 27 febbraio 2020

Mi piace poter influire positivamente sulla salute delle persone con la mia attività, perché uno stile di vita sano non riduce solo il peso, ma regala anche benessere alla vita di ciascuno

Il diabete di tipo 1 è il diabete che normalmente si manifesta in età giovanile sotto forma di malattia autoimmune. Infatti, è caratterizzato dalla distruzione delle cellule del pancreas che si occupano della sintesi e del rilascio dell’insulina a causa dell’attacco del sistema immunitario stesso della persona. A seguito di questo, il soggetto colpito manifesta una carenza nella produzione di insulina e si instaura la necessità di assumere quotidianamente e per tutta la vita insulina dall’esterno, per via iniettiva.

 

I nuovi casi di diabete di tipo 1 stanno crescendo rapidamente in tutto il mondo, con un tasso del +3% negli ultimi trent’anni. Anche per questo, scienziati e ricercatori cercano di capire quali sono le cause dell’instaurarsi della malattia. Molti si sono chiesti se i cambiamenti nell’ambiente o nello stile di vita a cui il soggetto ancora sano viene esposto nei primi anni di vita possano avere un impatto sullo sviluppo dell’autoimmunità diretta verso le cellule del pancreas.

 

In un recente articolo pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology, la Colorado School of Public Health ha provato a verificare se alcune condizioni ambientali potessero fornire una spiegazione all’aumento dei casi riscontrati. Si tratta, infatti, di un aumento troppo rapido da un punto di vista epidemiologico affinché possa essere ascritto a fattori genetici, la cui trasmissione avviene necessariamente in tempi molto più lunghi. Tra le possibili cause ambientali prese in esame ci sono state l’esposizione all’inquinamento atmosferico, la dieta, l’obesità infantile, la durata dell’allattamento al seno, l’introduzione del latte vaccino e le infezioni. Ebbene, i risultati pubblicati associano diversi di questi fattori alla patologia, ma nessuno con una valenza tale da spiegare da solo l’aumento dei casi.

 

D’altra parte, già una ricerca del 2018 condotta da un team finlandese e pubblicata sulla rivista Environmental Science and Pollution Research aveva fatto emergere l’assenza di qualunque associazione tra l’esposizione alle sostanze chimiche ambientali durante la vita fetale o la prima infanzia e lo sviluppo successivo dell’autoimmunità β-cellulare e del diabete di tipo 1.

 

In passato, tra i sospettati dei ricercatori a caccia della causa del diabete di tipo 1 vi era stato anche il virus dell’influenza A/H1N1, responsabile della pandemia del 2009. A mettere sotto il microscopio il patogeno fu uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism e firmato dalla virologa italiana Ilaria Capua, alla guida del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida. Anche in quel caso, non furono evidenziate relazioni dirette tra infezione virale e sviluppo successivo della malattia.

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