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Se smetto di fumare, ingrasso? Uno studio smentisce questo luogo comune

Molte persone temono che smettere di fumare le porterà a mangiare di più, magari cibi con forte potere consolatorio e quindi a prendere chili
DAL BLOG
Di Paolo Lupo - 21 ottobre 2019

Mi piace poter influire positivamente sulla salute delle persone con la mia attività, perché uno stile di vita sano non riduce solo il peso, ma regala anche benessere alla vita di ciascuno

Non è difficile imbattersi in persone che, consapevoli degli enormi vantaggi che smettere di fumare apporta alla nostra salute a tutte le età, accampano tuttavia le scuse più varie per posticipare all’infinito il grande passo. Una tra queste, forse non la più rara, è la preoccupazione che, dicendo addio al tabacco, ci si ritrovi dopo poco a compensare il vizio del fumo con quello della gola e, di conseguenza, a vedere il proprio girovita lievitare.

 

Molte persone temono che smettere di fumare le porterà a mangiare di più, magari cibi con forte potere consolatorio e quindi a prendere chili. Il collegamento “smetto di fumare-ingrasso” da molti è considerato un vero e proprio dato di fatto, un’ineluttabile conseguenza dell’abbandono della sigaretta.

 

Ebbene, uno studio condotto dall’Università di Buffalo, nello stato di New York, e pubblicato sulla rivista Drug and Alcohol Dependence, smentisce questa credenza. Nello lo studio sono stati arruolati 50 fumatori, per verificare quanto questi sarebbero stati disposti a spendere per sigarette, cioccolato e bevande durante l’astinenza dal fumo. In sostanza, la domanda a cui i ricercatori hanno voluto dare risposta è stata: i fumatori che non possono fumare per qualsiasi motivo, si buttano su cibo quando non ci sono sigarette?

 

Stephen Tiffany, professore di Innovazione presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Buffalo, afferma che, in base ai dati raccolti sul campione di fumatori sottoposto ai test, l’astinenza dal fumo non fa aumentare il desiderio di cibo e bevande. Man mano che nello studio l’astinenza dal fumo si prolungava, infatti, i partecipanti si sono sì dimostrati disposti a spendere quantità crescenti di denaro per comprare sigarette, ma non a compensare la loro assenza con il cioccolato e le bevande a loro disposizione.

 

E non si è mai verificato il caso del fumatore che si è lanciato ad abbuffarsi di cioccolato in assenza del tabacco. La ricerca ci dice quindi che il cibo non diventa più attraente per l’ex fumatore nei momenti in cui si trova impossibilitato ad accendersi la bionda. È verosimile che, quindi, anche nel caso della decisione consapevole di smettere di fumare, non ci si ritrovi nella condizione di un maggiore desiderio incontrollabile di cibo. Così, la preoccupazione di molti fumatori che stanno contemplando la possibilità di smettere sembrerebbe in questo caso non fondata.

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