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1910 la frutticultura si diffonde in Val di Non e Valsugana. Primi prodotti chimici e carta spalmata di sostanze vischiose per gli insetti

Quarta puntata dell'inchiesta "Cento anni di difesa delle piante in Trentino". L’Almanacco Agrario per l’anno 1910 riporta in apertura un corposo articolo di Germano de Carli (docente ambulante del Consiglio provinciale di agricoltura). L’articolo si conclude con un accenno al rispetto degli insetti utili
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 04 febbraio 2017

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

L’Almanacco Agrario per l’anno 1910 riporta in apertura un corposo articolo di Germano de Carli (docente ambulante del Consiglio provinciale di agricoltura) dedicato alla frutticoltura. L’ampiezza della trattazione sta a significare che la frutticoltura, in particolare mele e pere, già nel primo decennio del Novecento è diventata importante soprattutto in Val di Non e Valsugana.

 

Nel capitolo dedicato alla lotta contro i principali parassiti del melo e del pero si elencano molte specie di fitofagi all’epoca molto diffusi ed oggi passati in secondo piano, contro i quali l’autore consiglia in primo luogo interventi agronomici e manuali (raccolta di nidi di bruchi durante l’inverno, raschiatura del fusto e dei rami, anelli di carta spalmata di sostanze vischiose per catturare varie forme svernanti) da abbinare ad interventi con prodotti chimici in inverno (Dendrin e Carbolineo derivati rispettivamente dal catrame e dal petrolio), solfato di rame e calce in primavera contro la ticchiolatura, zolfi per prevenire attacchi di oidio nei mesi successivi, estratto di tabacco unito a sapone molle potassico e lisolo in soluzione acquosa contro gli insetti presenti in estate.

 

L’articolo si conclude con un accenno al rispetto degli insetti utili. Mancano indicazioni dettagliate sulle modalità da seguire per salvaguardarne la sopravvivenza. Si insiste per contro e assai opportunamente sulla necessità che la difesa dei frutteti, comunque impostata e condotta, abbia una estensione di territorio e non si limiti a singole aziende

 

* Pt4 dell'inchiesta "Cento anni di difesa delle piante in Trentino"

dedicata alla memoria del dr. Mario Del Dot. L’iniziativa nasce da due considerazioni: il pubblico dei non addetti all’agricoltura deve essere messo in grado di farsi un’opinione personale sulle questioni che riguardano fitofarmaci e salute; ripercorrere un secolo di interventi di difesa fitosanitaria, consente di cogliere i cambiamenti migliorativi ottenuti anche per merito di persone preparate e coraggiose. Tra queste merita un posto di rilievo il dr. Mario Del Dot scomparso qualche mese fa. Ha iniziato la sua attività come medico condotto a Tuenno occupandosi in prima persona di fitofarmaci e di prevenzione dei pericoli che derivavano dal loro impiego. Nella sua operosa carriera di medico pubblico e di docente universitario si è poi occupato anche di malattie legate al lavoro agricolo.

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