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Brucate dai cervi le conifere nate da seme: i problemi per la ricrescita del bosco devastato

Su questo argomento è incentrata la tesi di laurea magistrale in Scienze Agrarie e Ambientali discussa da Francesca Michelon nel mese di dicembre all’Università di Padova
Foto Lineagoticafight di Wikipedia in italiano
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 24 gennaio 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

La ricrescita del bosco devastato da eventi meteorici eccezionali è legata allo sviluppo della rinnovazione naturale, ma le piantine nate da seme sono minacciate da brucamento da parte degli Ungulati. Su questo argomento è incentrata la tesi di laurea magistrale in Scienze Agrarie e Ambientali discussa da Francesca Michelon nel mese di dicembre all’Università di Padova.

 

L’area di studio si trova nella Val di Peio ed è parzialmente inserita nel Parco Nazionale dello Stelvio dove si registra la più alta densità di cervi di tutte le Alpi. Nell’arco di mezzo secolo i boschi inclusi nel perimetro prescelto sono stati danneggiati da 5 tempeste di vento. Nelle aree danneggiate è emerso che il 30,6% della rinnovazione mostra danni da brucamento. La percentuale raggiunge il 44,5% all’interno del parco.

 

La massa organica presente sul terreno rappresenta un substrato favorevole allo sviluppo della rinnovazione. Inoltre esso sembra offrire protezione contro il brucamento. Nella parte applicativa della tesi sono contenuti suggerimenti di carattere preventivo e gestionale che potranno risultare validi anche per il ripristino naturale dei boschi colpiti da Vaia.

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