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Colpo di fuoco batterico? Portato da uccelli migratori

L'ipotesi del professor Antonio Bergamini di Padova. L’epidemia da colpo di fuoco batterico si sta sviluppando soprattutto nei frutteti dell’alta Valsugana e su piante ornamentali spontanee o coltivate
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 23 giugno 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Gli esperti della Fondazione Mach sono impegnati nella individuazione delle possibili cause che hanno determinato e/o favorito l’epidemia da colpo di fuoco batterico nei frutteti dell’alta Valsugana e su piante ornamentali spontanee o coltivate.

 

L’attenzione è concentrata su: presenza del batterio nel materiale vivaistico; mancata garanzia sanitaria da parte dei fornitori di nuove varietà di melo; ruolo delle api utilizzate nei frutteti per l’impollinazione provenienti da fuori regione; combinazione insolita di parametri climatici eccezionali quali elevate temperature e forti piogge.

 

Il professor Antonio Bergamini di Padova che in passato ha diretto la sezione trentina dell’Istituto sperimentale per la frutticoltura di Roma avanza l’ipotesi che il batterio sia arrivato in Trentino tramite uccelli migratori.

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