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Il 20% degli apicoltori trentini non ha ''denunciato'' i suoi alveari. A rischio ci sono i contributi europei

Il rispetto dell’obbligo da parte di tutti gli apicoltori trentini garantirebbe l’attuale consistenza del contributo europeo per il sostegno dell’apicoltura la cui entità è rapportata al numero di alveari regolarmente dichiarati
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 07 febbraio 2019

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele. Ha vinto la Penna d'Oro nel 1988

Alla scadenza del 31 dicembre 2018 prevista dal decreto nazionale che impone l’obbligo di denuncia degli alveari alla banca dati degli allevamenti animali, circa il 20% dei 1800 apicoltori trentini risultava inadempiente.

 

I medici veterinari centrali e distrettuali dell’azienda provinciale per i servizi sanitari hanno tenuto conto delle difficoltà incontrate da parte di apicoltori anziani e non professionisti nel trasmettere i dati per via telematica.

 

All’ingiunzione immediata della sanzione prevista dalla normativa nazionale i sanitari trentini suppliscono con un capillare servizio di assistenza ai ritardatari. Il rispetto dell’obbligo da parte di tutti gli apicoltori trentini garantirebbe l’attuale consistenza del contributo europeo per il sostegno dell’apicoltura la cui entità è rapportata al numero di alveari regolarmente dichiarati.

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