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| 21 apr 2020 | 13:51

In val di Gresta iniziata la semina delle patate, ma la carota rimane l'ortaggio più richiesto

Circa 100 soci coltivano complessivamente 90 ettari di terreno. Altri 15-20 ettari fanno capo ad agricoltori non aderenti al consorzio. La carota rimane l’ortaggio più richiesto a prescindere dalla quantità: 3.500 quintali coltivati con metodo biologico, 300-400 secondo il disciplinare di produzione integrata
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 21 aprile 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Da Vanda Rosà, presidente del Consorzio ortofrutticolo Val di Gresta di Ronzo Chienis, si apprende che nella parte alta della valle che va dal paese a passo Bordala e zone confinanti a metà aprile era in atto la semina delle patate.

 

Più in basso, nelle frazioni di Pannone, Manzano, Nomesino e Valle S. Felice erano iniziati i primi trapianti e le semine delle specie orticole che costituiscono l’offerta della cooperativa.

 

I circa 100 soci coltivano complessivamente 90 ettari di terreno. Altri 15-20 ettari fanno capo ad agricoltori non aderenti al consorzio.

 

La carota rimane l’ortaggio più richiesto a prescindere dalla quantità: 3.500 quintali coltivati con metodo biologico, 300-400 secondo il disciplinare di produzione integrata.

 

I 90 ettari di terreno coltivati ad ortaggi che fanno capo al consorzio risultano suddivisi in tre frazioni: 10 sono occupati da carote, 40 da patate bio e da produzione integrata, 40 da una decina di ortaggi di diverse specie e varietà. Sedano, cavoli, cavolfiori, biete da costa e radicchi occupano in ordine decrescente di quantità la quota maggiore dell’elenco. 

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