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In Val di Non ciliegie sempre più importanti e allora c'è chi sperimenta il diradamento dei frutti

La pezzatura quest’anno per motivi climatici è risultata leggermente inferiore alla media degli anni precedenti. Su queste previsioni si basa la proposta tecnica di un frutticoltore dell’Alta Val di Non
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Di Sergio Ferrari - 22 settembre 2019

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele. Ha vinto la Penna d'Oro nel 1988

La coltivazione di ciliegie a maturazione tardiva in Val di Non continuerà ad aumentare. Non solo per la vocazione ambientale del territorio che consente di raggiungere livelli di eccellenza ma anche per la necessità di differenziare l’offerta concentrata sulle mele. Le altre regioni continueranno comunque ad esercitare una crescente azione di concorrenza.

 

Le ciliegie a marchio Melinda dovranno quindi distinguersi sempre di più per caratteristiche qualitative. Prime fra tutte la pezzatura che quest’anno per motivi climatici è risultata leggermente inferiore alla media degli anni precedenti. Su queste previsioni si basa la proposta tecnica di un frutticoltore dell’Alta Val di Non di praticare anche sui ciliegi il diradamento dei frutti.

 

 

L’operazione non è priva di difficoltà e rischi. La selezione va fatta quando i frutti iniziano a prendere colore, prima della conclusione della cascola naturale che per la varietà Regina può riservare sorprese fino alla fine. C’è infine una questione di tempi. Diradamento delle ciliegie coincide temporalmente con quello imprescindibile delle mele.

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