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In Kazakistan il bosco di meli selvatici che resistono ai patogeni anche senza pesticidi

L'altoatesino Kurt Werth nel Paese del Medio Oriente ha studiato questi boschi carichi di mele piccole ma molto attraenti per forma e colore che sopravvivono grazie alla biodiversità
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 12 dicembre 2016

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Kurt Werth, responsabile del congresso biennale “Le mele nel mondo” nell’ambito di Interpoma ha partecipato recentemente ad un viaggio di studio nel Kazakistan, Paese del Medio Oriente considerato culla della coltivazione del melo. Oggetto di studio i boschi di melo selvatici.

 

Erano carichi di mele piccole ma molto attraenti per forma e colore della buccia. Tutti diversi uno dall’altro, dice l’esperto altoatesino, perché derivati da incrocio con pollini di diversa matrice e provenienza.

 

Un patrimonio di biodiversità che potrebbe essere utilizzato per la creazione di varietà di melo resistente alle malattie. I meli selvatici hanno infatti acquisito resistenza o tolleranza ai patogeni a seguito di una coesistenza durata migliaia di anni. 

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