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La patata da seme ripiantata in Val di Gresta dopo che era scomparsa

Un tempo nella zona si producevano anche 20-25 mila quintali di patate. Quest'anno per iniziativa di Gabriele Chistè (Fem) e alla disponibilità di Luigi Mazzucchi si prova a rilanciare il prodotto
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Di Sergio Ferrari - 18 ottobre 2016

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Nella seconda metà del secolo scorso la Valle di Gresta produceva oltre agli ortaggi anche 20-25 mila quintali di patate da seme. I campi del monte Creino e di Bordala erano frequentati assiduamente da Italo Scarperi, direttore dell’Ufficio agricolo provinciale di Rovereto e da Riccardo Dorigatti, responsabile dell’Ufficio pataticoltura dell’Ispettorato agrario provinciale.

 

Varie circostanze di segno negativo hanno annullato questo tipo di coltivazione, significativamente redditizio per gli agricoltori che vi si dedicavano accollandosi anche interventi agronomici supplementari, quali i trattamenti contro gli afidi vettori di virus. Quest’anno per iniziativa di Gabriele Chistè, tecnico della Fondazione Mach che segue anche l’orticoltura della Valle di Gresta, è stata portata a termine una prova di coltivazione biologica di patate da seme varietà Kennebec mettendo a coltura un appezzamento isolato di 1500 metri quadrati messo a disposizione da Luigi Mazzucchi, titolare di una stalla di bovini da latte.

 

L’iniziativa è stata patrocinata e condivisa dagli amministratori del Consorzio ortofrutticolo Val di Gresta. Si attendono i certificati di garanzia e sanità da parte dell’Istituto nazionale sementi elette per mettere in vendita piccole partite di patate da seme biologiche. I promotori attendono altre disponibilità in valle per dare consistenza e visibilità all’iniziativa.

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