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La plastica nel terreno, un problema ancora sconosciuto ma che va ridotto

La nocività della plastica nei confronti degli esseri viventi, uomo compreso, è data per scontata, anche se molti aspetti del problema rimangono da definire
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 14 marzo 2019

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

"Plastica nel terreno, un problema ancora sconosciuto in frutti-viticoltura". E’ il titolo di un articolo di più autori, compreso un ricercatore del Centro sperimentale di Laimburg, pubblicato sul numero 6/2018 di Frutta e Vite, rivista specializzata del Centro di consulenza dell’Alto-Adige.

 

La nocività della plastica nei confronti degli esseri viventi, uomo compreso, è data per scontata, anche se molti aspetti del problema rimangono da definire.

 

Le fonti di apporto di sostanze plastiche in frutti-viticoltura sono principalmente rappresentate dal materiale che si usa per legare rami e tralci e dagli erogatori di feromoni. Apporti eccezionali provengono da residui di retri antigrandine o di irrigazione o da reti di protezione da roditori (lepri).

 

Nell’articolo si fa presente che un contributo al minore apporto di plastica al terreno può dipendere dall’impiego di erogatori di feromoni ad aerosol che riduce il numero di contenitori e dall’impiego per le legature di fili metallici ricoperti di carta.

 

L’argomento è di attualità nel periodo delle legature soprattutto in viticoltura e dell’esposizione di feromoni impiegati nella lotta contro insetti e fitofagi tramite confusione sessuale.

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