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Le sessioni forestali sono sempre meno frequentate, ma si segue la formula che risale all'Impero austro-ungarico

In passato rappresentavano l’occasione per illustrare ai censiti il programma dei lavori e degli interventi selvicolturali che si sarebbe realizzato nei mesi successivi. Servivano anche per assegnare le autorizzazioni al taglio di lotti di bosco e di legnatico
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Di Sergio Ferrari - 09 gennaio 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Le sessioni forestali che si tengono per tradizione nel mese di gennaio sono sempre meno frequentate dagli amministratori pubblici e dai proprietari privati di boschi.

 

La formula che risale ai tempi dell’Impero austro-ungarico andrebbe ripensata per adeguarla ai tempi moderni, dice Giorgio Zattoni, dirigente del distretto forestale dell’Alta Valsugana.

 

In passato rappresentavano l’occasione per illustrare ai censiti il programma dei lavori e degli interventi selvicolturali che si sarebbe realizzato nei mesi successivi.

 

Servivano anche per assegnare le autorizzazioni al taglio di lotti di bosco e di legnatico.

 

Per rendere interessanti gli incontri si dovrebbero proporre argomenti nuovi ed attuali. Allargando la partecipazione anche ai non addetti al settore

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