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Manca l'acqua per gli impianti antibrina: aumenteranno i costi delle assicurazioni?

La quota maggiore di indennizzi è stata liquidata ai frutticoltori della Val di Non dove gli eventi meteo hanno ridotto la produzione di mele dell’80%
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Di Sergio Ferrari - 23 febbraio 2018

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Un aumento del costo dell’assicurazione in agricoltura per la stagione 2018 pare inevitabile. Le compagnie hanno dovuto liquidare a fine stagione 143 milioni di euro nel solo Trentino a copertura di danni provocati dalla gelata e dalle grandinate.

 

La quota maggiore di indennizzi è stata liquidata ai frutticoltori della Val di Non dove gli eventi meteo hanno ridotto la produzione di mele dell’80%.

L’estensione degli impianti antibrina sembrerebbe non avere alternative. Gli ettari serviti dall’irrigazione a pioggia lenta sono appena 100. L’aumento diventa problematico per l’insufficiente disponibilità di acqua.

 

Alla recente Giornata frutticola di Cles, i tecnici della Fondazione Mach hanno infatti riferito che anche utilizzando l’intera portata d’acqua del torrente Noce si riuscirebbe a coprire solo un terzo dei frutteti. Il ricorso all’assicurazione è quindi inevitabile.

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