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Perché nascondere i dati sugli scopazzi?

All’ultima giornata frutticola di Cles non è stato presentato il consuntivo del monitoraggio scopazzi che anche nel 2016 è stato effettuato in tutto il Trentino. Rendere pubblici i dati riferiti alle diverse zone frutticole dovrebbe essere un obbligo
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 05 marzo 2017

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Contrariamente a quanto succedeva nelle precedenti edizioni, durante l’ultima giornata frutticola di Cles non è stato presentato il consuntivo del monitoraggio scopazzi che anche nel 2016 è stato effettuato in tutto il Trentino. Rendere pubblici i dati riferiti alle diverse zone frutticole dovrebbe essere un obbligo per il fatto che il costo dei sopralluoghi è almeno parzialmente a carico della Provincia. Non basta riferirli alle cooperative di zona.

 

Un confronto con altre zone servirebbe anche per misurare l’effetto dei trattamenti contro le psille vettrici del micoplasma e dell’estirpazione delle piante segnate. Il responsabile dell’area consulenza del Centro per il trasferimento tecnologico della Fondazione Mach, Claudio Ioriatti, ha assicurato che prossimamente la stagista che si occupa d’insetti vettori pubblicherà il resoconto dei dati raccolti in 15 anni di monitoraggio, con adeguato commento.

 

I sintomi tipici della malattia sono l'affastellamento dei germogli e le foglie allungate. Gli affastellamenti dei germogli, a forma di "scopa", sono di colore rosso e il legno non è completamente maturato. L’agente patogeno della malattia sono batteri trasmessi per mezzo di insetti vettori, quali le psille Cacopsylla picta e Cacopsylla melanoneura.

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