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Un imbuto per bloccare le larve di processionaria

Cristina Salvadori, esperta di entomologia della Fondazione Mach, segnala la disponibilità in commercio di un collare di plastica ad imbuto alto circa 20 centimetri che si può applicare intorno al tronco
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 11 marzo 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Dopo aver trascorso l’inverno nei nidi costruiti sulle parti più alte ed esposte della pianta, le larve di processionaria del pino a partire dai primi di marzo almeno nelle zone temperate del Trentino scendono al suolo in processione per interrarsi nei luoghi più soleggiati e caldi fino a circa 20 centimetri di profondità.

 

Qui tessono un bozzolo entro il quale avviene la trasformazione in crisalide. Dalle crisalidi usciranno le farfalle adulte nel mese di giugno.

 

Il nome processionaria deriva dal fatto che nella discesa lungo il tronco formano lunghe file in cui ciascun individuo rimane in contatto con quello che precede.

 

Cristina Salvadori, esperta di entomologia della Fondazione Mach, segnala la disponibilità in commercio di un collare di plastica ad imbuto alto circa 20 centimetri che si può applicare intorno al tronco.

 

Le larve entrano scendendo dall’alto dell’intercapedine tra plastica e corteccia e rimangono ammassate e destinate a morire di inedia se non vengono prelevate. Non servono sostanze collanti o insetticidi.

 

Per evitare il contatto con i peli urticanti conviene collocare il collare in alto. Volendo rimuovere collare e larve morte si devono proteggere mani e occhi.

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