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Vendita dei bovini, i prezzi hanno retto la crisi e si sono mantenuti sul livello di un'annata ordinaria

All’asta di bovini che si è svolta il 4 novembre alla sede della Federazione provinciale allevatori di Trento nord erano in vendita 85 capi rappresentati in prevalenza da manze gravide. Sono stati ammessi all’interno della struttura solo gli allevatori e i commercianti che hanno dichiarato l’intenzione di fare acquisti
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 08 novembre 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

All’asta di bovini che si è svolta il 4 novembre alla sede della Federazione provinciale allevatori di Trento nord erano in vendita 85 capi rappresentati in prevalenza da manze gravide.

 

Sono stati ammessi all’interno della struttura solo gli allevatori e i commercianti che hanno dichiarato l’intenzione di fare acquisti. La stessa riserva sarà adottata nell’ultima asta dell’anno prevista per il 2 dicembre.

 

Riferendosi in generale alla compravendita di bestiame nell’anno in corso, Fabio Stancher, responsabile dell’attività commerciale della Federazione provinciale allevatori, osserva che le limitazioni sanitarie imposte dalla pandemia non hanno modificato il numero delle compravendite.

 

Il mantenimento del numero di bovini di varia età all’interno della stalla, dice l’esperto, è un’esigenza tecnica ed economica che non può essere modificata da eventi esterni.

 

Anche i prezzi hanno mantenuto i livelli di un’annata ordinaria. 

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