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| 20 giu 2017 | 15:11

'PrestO' che è tardi: al mondo del lavoro serve subito uno strumento per le prestazioni occasionali: "La Cgil sbaglia"

La Uil ha subito denunciato le tante evidenti criticità del 'buono lavoro' legato ai voucher. L'approvazione della 'manovrina' introduce un nuovo strumento: "Non capiamo le proteste della Cgil"
DAL BLOG
Di Walter Alotti - 20 giugno 2017

Attuale presidente del Fondo Sanitario territoriale Sanifonds, già segretario generale della Uil in Trentino dal 2012 al 2025, è giornalista pubblicista dal 2014

Come dimostrano i numerosi rapporti e studi sul tema divulgati a livello nazionale, la Uil ha sempre avuto sul tema del 'lavoro accessorio' un approccio lucido, pragmatico e orientato alle specifiche tecniche più che alle superficiali speculazioni ideologiche.

 

L’occupazione flessibile e precaria esiste, in Trentino come dappertutto, e questa può piacere o meno, ma va monitorata e processata adeguatamente con i giusti strumenti senza infilare la testa sotto la sabbia, perché l’alternativa può essere solo il cosiddetto lavoro nero.

 

Dall’avvento dei controversi voucher, come Uil abbiamo da subito denunciato le tante evidenti criticità del 'buono lavoro', ma sempre con la consapevolezza che - affossate anche Co.Co.Co. e Co.Co.Pro. - rinunciare in toto agli strumenti in grado di aderire a certe prestazioni lavorative non porta da nessuna parte se non verso l’irregolarità.

 

Ecco perché, piuttosto che a una pur comprensibile eliminazione, eravamo più orientati ad un’imprescindibile revisione dell’istituto recentemente abolito.

 

Ora, con l’approvazione della 'manovrina' economica, e del relativo art 54-bis, arriva inevitabilmente uno strumento sostitutivo denominato 'PrestO'. Ben lungi dall’essere perfetto, rispetto al vecchio istituto apporta alcune modifiche necessarie, come l’introduzione di un tetto per il committente/utilizzatore e di un minimo di quattro ore a livello di compenso, e si distingue per tutta una serie di caratteristiche che andranno valutate con serietà, coraggio e tenacia, ma senza preclusioni dogmatiche.

 

La stessa Cgil che ora lecitamente scende in piazza contro il 'ritorno del voucher' – che il legislatore ha scelto peraltro di definire usando nel nome la dizione 'Prestazione Occasionale' rimarcando quindi l’intento, per noi condivisibile, di applicare lo strumento a prestazioni caratterizzate da straordinarietà ed eccezionalità.

 

La stessa Cgil, appunto, ha avanzato in passato riguardo ai voucher proposte di correzione più costruttive e in contrasto con la sua linea d’intransigenza abrogativa sbandierata anche in quest’occasione. L’attuale protesta quindi, a nostro parere, è il segnale di un abbordaggio meramente politico della questione che noi, pur apprezzando le iniziative democratiche (manifestazioni in primis), francamente non condividiamo.

 

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