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| 19 nov 2017 | 13:36

Era in contatto col battaglione dei foreign fighters di El Mkhayar ma stava a Bolzano. Espulso 25enne marocchino

Insieme a lui sono stati espulsi altri due ragazzi, un altro marocchino preso a Torino e un tunisino preso a Perugia che per gli investigatori aveva combattuto in Siria nel 2013

A destra Monsef El Mkhayar
di Redazione

BOLZANO. C'era anche un 26enne trovato a Bolzano tra i tre ragazzi espulsi dal nostro Paese per rischio terrorismo, perché in contatto con alcuni foreign fighter dell'Isis che combattono in Siria. In particolare in contatto con la brigata dell'estremista 'milanese' Monsef El Mkhayar, (QUI LA SUA STORIA ricostruita da l'Espresso) il 21enne condannato a 8 anni di carcere per terrorismo internazionale dai giudici di Milano e ritenuto dalla giustizia un reclutatore del Califfato a tutti gli effetti. Per la procura milanese El Mkhayar conduceva dalla Siria un'attività di "supporto all'opera criminale dell'Islamic State messa in atto - aveva spiegato il pm in sede dibattimentale - in modo continuativo e volta a colpire in modo indifferenziato una massa di soggetti con minacce di ritorsioni seguite alle risposte negative".

 

Il giovane, nonostante dei ripensamenti (la zia in fase processuale aveva riferito che il nipote le avrebbe detto: "Non ce la faccio più a vedere gente sgozzata, teste mozzate e tutto questo sangue, voglio tornare in Italia, voglio uscire da qui e scappare dalla guerra perché non ho trovato quello che cercavo") sarebbe rimasto in Siria a combattere. E proprio con la sua unità operativa di foreign fighter, che ancora si batte in Siria per l'Isis, erano in contatto due ragazzi marocchini.

 

Entrambi sono stati espulsi: sono un 25enne rintracciato lo scorso mese a Torino e un 26enne trovato, invece a Bolzano. Con loro è stato espulso anche un terzo ragazzo tunisino di 31 anni con diversi precedenti penali per droga. Lo hanno rintracciato a Perugia e gli investigatori sono convinti che abbia combattuto in Siria nel 2013. Tutti e tre sono stati espulsi per motivi di sicurezza dello Stato con un provvedimento firmato dal ministro dell'Interno Marco Minniti. Con quella di oggi salgono a 96 le espulsioni dall'inizio dell'anno, mentre sono 228 dall'inizio del 2015. 

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