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Lettera di licenziamento al direttore della cantina Mori Colli Zugna. Ma lui si difende: "Solo fango, sono amareggiato"

La notizia contenuta in una lettera inviata dal presidente Paolo Saiani a tutti i soci. Nei giorni scorsi un'assemblea in cui il direttore si era difeso. Tranquillini: "Sarà la magistratura ad accertare le responsabilità e di chi veramente sono"

Di Donatello Baldo - 03 novembre 2017 - 19:15

MORI. "Risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro". Il comunicato della Federazione della Cooperazione trentina ha un incipit lapidario. Senza girarci troppo attorno dà notizia del licenziamento del direttore della cantina Mori Colli Zugna Luciano Tranquillini.

 

"Si interrompe così la collaborazione con il direttore della cantina Luciano Tranquillini, che ha ammesso le proprie responsabilità in merito a gravi irregolarità inventariali riscontrate dalla Vigilanza della Federazione".

 

“I motivi che hanno portato a tale decisione – spiega Saiani in una lettera ai soci - riguardano le questioni legate alla verifica delle giacenze. Vero è che la Vigilanza della Federazione ha evidenziato gravi irregolarità sulle quali il direttore stesso ha ammesso le proprie colpe e le proprie responsabilità”.

 

Ma Luciano Tranquillini non ci sta: "No, non ci sto, sembra che mi sia assunto la responsabilità di chissà cosa, ma la responsabilità dovrebbero assumersela tutti visto che tutti sapevano. E sia chiaro - sottolinea - che qui non stiamo parlando di questioni penali.

 

Le irregolarità sarebbero di tipo amministrativo, contabile. "Che non si pensi che mi sono portato le damigiane a casa, perché ormai la macchina del fango mette in giro chissà quali dicerie. Io mi sono assunto delle responsabilità perché nella mia veste di direttore, per tutelare la cantina, i soci e anche il mio staff". 

 

Il licenziamento lo impugnerà, "questo ormai è certo". E lì, davanti al giudice del lavoro dirà tutto quello che è successo: "Che siano loro a dirlo in modo esplicito. Io, anche per tutelarmi, aspetto di farlo nelle sedi opportune". 

 

"Rappresenterò nelle sedi competenti le mie ragioni - afferma - a tutela della mia reputazione e nell'interesse dei soci, per i quali mi sono sempre battuto e che non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Sarà la magistratura ad accertare se vi sono responsabilità - osserva - e di chi veramente sono".

 

Nella lettera ai soci il presidente Saiani spiega che non è mai stato proposto al direttore un 'accordo tombale' per chiudere la vicenda. "Riguardo alle affermazioni relative ad una presunta “buonuscita” molto consistente, con il supposto intento di tacitare non meglio precisate situazioni, il presidente ribadisce che ciò non corrisponde al vero".

 

"Ah no? - replica Luciano Tranquillini - invece lo ribadisco e dico anche che si trattava di oltre 100 mila euro. Se per loro questa cifra non 'molto consistente' non so che dire. Forse loro i soldi li spazzano da terra. Comunque non ho accettato nemmeno un centesimo, per me era importante parlare in assemblea e dire davanti ai soci che qui non ha rubato niente nessuno".

 

La vicenda, sembra di capire, non si chiude con il licenziamento del direttore Luciano Tranquillini. Dalla sua parte ci sono molti soci, molti dei quali hanno apprezzato il suo lavoro degli ultimi anni che ha portato la cantina ad avere importanti riconoscimenti e a guadagnare un incremento di bilancio consistente. 

 

Molti soci, ora, chiedono ulteriori spiegazioni, vogliono conoscere i dettagli e pretendono, dopo il licenziamento, la testa del consiglio di amministrazione. Una tabula rasa su cui tornare a scrivere la storia della Cantina Mori Colli Zugna non sarà così semplice come qualcuno crede. 

 

 

 

 

 

 

 

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