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Malaria, domani la relazione dell'Istituto superiore di sanità. La minoranza chiede di riferire in Consiglio

Ma Rossi frena: "C'è un'indagine in corso, decide la Procura se sia possibile divulgare le analisi". E in polemica con la Lorenzin: "Se la ministra decide di rendere pubblica la relazione si assume lei la responsabilità"

Di Donatello Baldo - 07 novembre 2017 - 19:00

TRENTO. Era inevitabile che le 'indiscrezioni' uscite sulla stampa a proposito delle cause dell'infezione di malaria, che porterebbero dritte al reparto di pediatria del Santa Chiara, producessero un dibattito politico anche nella sede del Consiglio provinciale.

 

Un dibattito alimentato anche dai sospiri di sollievo della ministra Lorenzin che, facendo trapelare che lei i risultati li conosce già, ammette di preferire che sia stato un errore sanitario a contagiare la piccola Sofia, piuttosto che immaginare il ritorno delle zone malariche nel Belpase, un brulicare di zanzare anofele che sarebbe ben più grave.

 

Punti di vista, come quello del direttore dell'Azienda sanitaria Paolo Bordon che ha riferito ai giornali che forse non si arriverà mai alla verità, che scoprire che il ceppo che ha infettato la bambina trentina sia lo stesso delle due bimbe del Burkina Faso dimostra poco e niente: che è successo a Trento ma 'come', chi lo saprà mai?.

 

Un'affermazione che ha fatto chiedere al consigliere Claudio Civettini una commissione d'inchiesta, ancor prima di attendere il lavoro della magistratura che con il procuratore Marco Gallina sta seguendo la vicenda per poter attribuire la responsabilità dei fatti.

 

Un lavoro, quello della Procura, che si avvale anche delle analisi effettuate dai laboratori, direttamente da quello dell'Istituto di Zooprofilassi di Verona e indirettamente (perché in questo caso l'indagine è stata chiesta dal ministero) da quello dell'Istituto superiore di Sanità.

 

Quest'ultima analisi sarà disponibile domani, una relazione che sarà consegnata al ministero, e per questo una parte dei consiglieri chiede all'assessore Zeni una comunicazione ufficiale sulla vicenda da tenere nell'aula del Consiglio.

 

La richiesta è pervenuta da parte della minoranza (ad esclusione di Progetto Trentino) e dal consigliere di maggioranza Luca Giuliani: "Si è con la presente a richiedere una comunicazione in aula in relazione alla bambina di quattro anni morta di malaria agli Spedali Riuniti di Brescia, dopo essere stata in cura presso l’Ospedale di Trento".

 

"Tale richiesta - spiegano i consiglieri - che indubbiamente verte su un argomento di rilievo politico o comunque su avvenimento di estrema gravità ed importanza, viene formulata con riferimento agli annunciati sviluppi, in relazione al medesimo, che dovrebbero essere divulgati nelle prossime ore".

 

Il riferimento è appunto alla relazione dell'Iss, che domani sarà consegnato al ministero della Salute. Una relazione che i consiglieri richiedenti vogliono conoscere, per capire cosa sia successo. Ma Rossi smorza gli entusiasmi e dice che non è scontato che si possa divulgare.

 

"A dispetto di anticipazioni giornalistiche e - ha sottolineato Rossi con una punta di polemica - anche ministeriali, la sola titolata a dare comunicazioni è la Procura della Repubblica, ed è evidente che ogni relazione dell’Istituto superiore sanità, nota o meno, dovrà essere valutata prima dal procuratore".

 

“Se a noi dovesse pervenire questa relazione – ha aggiunto Rossi - chiederemmo alla Procura la possibilità di diffonderla e se il ministero dovesse renderla pubblica se ne assumerà la responsabilità. Da parte nostra intendiamo seguire le regole”.

 

Quindi, giovedì, il giorno dopo che la relazione sarà passata dall'Iss alla scrivania della ministra, per poi andare alla Procura (e forse a Rossi), se ci sarà una comunicazione in aula Zeni dirà le stesse cose che si sanno già

 

A meno che la stampa non anticipi il contenuto di questa relazione, o che la stessa Lorenzin decida di darne lei pubblicità. Allora Zeni dirà di quello che c'è scritto sulla documentazione pervenuta, ma anche in questo caso, forse, cose che si sanno già.

 

Perché, ormai, che il contagio sia avvenuto a Trento è dato per scontato. Quello che manca da sapere è come sia avvenuto, chi abbia sbagliato, chi debba rispondere del reato di omicidio colposo su cui la magistratura sta indagando.

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