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Trento, negozi di vicinato in crisi. Toldo: "Chiediamo un risarcimento ai nostri amministratori". Gallo (Confesercenti): "Condivisibile"

I problemi di via Santissimi Trinità, gli ostacoli della Ztl, ala necessità di un maggiore coinvolgimento di alcune zone per Trento città del Natale. Tanti i piccoli negozi costretti a chiudere. La commerciante di via Santissima Trinità si sfoga su Facebook: "E se tutti assieme chiedessimo i danni ai nostri amministratori? I loro stipendi sono venuti anche da noi" 

Di Giuseppe Fin - 08 novembre 2017 - 18:58

TRENTO. “Non c'è alcun piano per il centro storico di Trento e continuano a far morire i piccoli negozi di vicinato a favore delle grandi catene. E se tutti assieme chiedessimo i danni ai nostri rispettivi comuni e amministratori?”. E' un fiume in piena Sandra Toldo, commerciante di via Santissima Trinità che ha deciso di lanciare su Facebook una provocazione per descrivere lo stato in cui i piccoli negozi sono costretti a lavorare a Trento. Un post condiviso da molti e che immediatamente ha acceso la discussione.

 

“E' una provocazione – ci spiega Toldo – ma non proprio un'idea così stupida e impossibile. Io non ho più la forza ormai di andare avanti per avvocati e noi commercianti dovremmo unire le forze per farci sentire perché così non si può continuare. Se qualcuno è stato costretto a cambiare merceologia o a chiudere lo si deve a chi non è stato capace a sentire le richieste di aiuto”.

 

Il dito viene puntato su via Santissima Trinità, di recente riqualificazione, ma anche sul sistema di Ztl che sta mettendo in ginocchio i commercianti. “In questa via – spiega – il comune non ha fatto nulla se non mettere quattro bolognini e poi basta, si è dimenticato della zona. L'assessore Gilmozzi ha fatto qualcosa, altri però no”. In vista del Mercatino di Natale, spiega la commerciante, manca una segnaletica adeguata affinché tutta la città possa essere coinvolta.

 

“Lo scorso anno ci hanno messo ad inizio della via – continua Sandra Toldo – tre, quattro casette e basta. Le luminarie arrivano solo fino a palazzo Roccabruna e alla sera manca una illuminazione adeguata. Abbiamo chiesto della segnaletica ma ogni parola è caduta nel vuoto”.

 

A creare non pochi problemi è anche quella che la stessa commerciante definisce “errata gestione della ZTL”. “Questo Comune – ha affermato – sta creando mille problemi a chi vuole lavorare. Vorrei proprio sapere chi ha messo la possibilità di scarico della merce dalle ore 7 alle 10 e dalle 14 alle 16. Basterebbe pensare all'orario in cui aprono i negozi”. Se le ZTL fossero rimaste aree ad uso del cittadino, continua e “non camere blindate, forse molti di noi sarebbero in attività e i centri sarebbero più appetibili, anche perché per trovare calze, mutande e occhiali, non serve venire in centro, si trovano ovunque, senza problemi di parcheggio o altro, mentre per trovare un punto vendita diverso da questi, bisogna ormai sperare di conoscere qualcuno che ne ha visto uno e ne conserva l'indirizzo”.

 

A trovarsi in diversi punti d'accordo con Sandra Toldo è Massimo Gallo, rappresentante del Commercianti per la Confesercenti, che si dice d'accordo anche sulla provocazione di chiedere i danni “a chi però ha ridotto i negozi di vicinato in questa situazione”.

 

Il primo tema è quello riguardante il Mercatino. “E' chiaro che si potrebbe pensare ad una cosa diversa – dice - soprattutto su come strutturare 'Trento città del Natale'. L'augurio sincero è che l'Apt riesca a portare un progetto che coinvolga tutta Trento perché esiste un problema di zone che si sentono tagliate fuori ed hanno ragione”.

 

Per Gallo, invece, quello della Ztl è un falso problema. “Non credo sia l'esistenza della Ztl ad aver creato problemi sul lavoro perché in tutte le città d'Europa esiste. In realtà potrebbe essere un pregio perchè invita a passeggiare nel centro storico”.

 

Il problema vero, spiega il rappresentante di Confesercenti, deriva dalla legge sulla liberalizzazione. “In questo caso – spiega – dovremmo chiedere un risarcimento tutti assieme. La liberalizzazione delle licenze ha dato il via alla crisi dei negozi di vicinato. Aprendo la strada alla grandi catene e ai grossi capitali sul commercio”. Un errore che a Trento purtroppo si è aggiunto ad altri. “Nella nostra città – ha spiegato ancora Gallo – hanno scelto di spostare completamente i servizi sull'esterno a Trento nord e sud. Quando questi servizi erano in centro, la città era più viva”.

 

Per tutto questo Massimo Gallo condivide l'idea provocatoria di chiedere un risarcimento, “ma iniziamo – spiega – da chi ha approvato la liberalizzazione”.  

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