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Trilinguismo e Clil, aggiornamento del progetto e maggiore autonomia alla scuole

L'investimento è di 36 milioni di euro e coinvolge 2.200 classi scolastiche. Rossi: "Ormai tutti hanno preso atto che questo è un progetto sul quale vale la pena investire"

Di db - 01 novembre 2017 - 12:17

TRENTO. La Giunta di Ugo Rossi, sull'aggiornamento del "Piano Trentino Trilingue", incassa il sì della V Commissione guidata da Lucia Maestri, con la riserva delle opposizioni che attraverso Walter Viola e Claudio Civettini si sono astensione.

 

Rossi ha ricordato il monitoraggio costante di questo progetto, da cui deriva anche questo aggiornamento, che prevede risorse per la formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici. "Il Piano - ha detto Rossi - comporta un investimento di 36 milioni di euro e coinvolge 2.200 classi scolastiche. Nel 2015 erano 900".

 

Si tratta di 1.535 studenti coinvolti attraverso il sistema vaucher, con 192 studenti iscritti al quarto anno all’estero. I docenti che hanno definitivamente completato la formazione per insegnare con la metodologia Clil sono 750 e sono migliaia quelli coinvolti con i vaucher nei corsi che si stanno svolgendo in Trentino e all'estero.

 

"Oggi – ha ricordato il presidente commentando questi dati – abbiamo quindi modificato la qualità delle competenze linguistiche dei docenti". Certo, ha riconosciuto, "il processo non è concluso e va quindi completato considerato che questo è il settore che ha il maggior livello di spesa rispetto all’assegnazione di risorse europee".

 

"Sono 3.000 gli studenti che si sono ad un test linguistico", e Iprase organizzerà un secondo test per confrontare la situazione di partenza con quella maturata fino ad oggi per migliorare gli interventi nel tempo. "Ormai - ha proseguito il presidente - tutti hanno preso atto che questo è un progetto sul quale vale la pena investire".

 

"Certo - ha riconosciuto - vi sono ancora criticità e contrarietà legate al metodo scelto, ma serve soprattutto maggior autonomia degli istituti scolastici per gestire il piano trilingue con la necessaria gradualità, anche non vietando l’utilizzo di metodologie che non prevedono il Clil". 

 

"Rispetto al 2014 – ha evidenziato il dirigente Ceccato – le previsioni del Piano sono state aggiornate all'insegna di una maggiore gradualità riconoscendo che il reclutamento e la formazione hanno tempi inevitabilmente lunghi. Non siamo intervenuti sulla scuola dell’infanzia e sui nidi dove non vi è il Clil ma l’esposizione linguistica".

 

Inoltre particolare attenzione è riservata dall'aggiornamento del Piano alle scuole che presentano maggiori difficoltà, nelle quali non si prevedono più 5 ma 3 ore. "Tre ore - ha aggiunto Ceccato - che si potranno utilizzare anche con metodologie diverse dal Clil, per il potenziamento della formazione linguistica in generale".

 

Nella scuola secondaria di primo grado è stata previsto nel triennio "un rallentamento del piano", a favore dei ragazzi provenienti dal Clil nella scuola primaria. In definitiva, il Piano trilinguismo impone alle scuole meno vincoli rispetto alla versione iniziale.

 

Walter Viola, apprezzando la maggior gradualità introdotta con questa delibera, garantendo nei singoli istituti una "doverosa" flessibilità anche nella formazione dei docenti, ha chiesto se vi sono valutazioni dell’impatto del progetto Clil sugli apprendimenti delle materie curriculari.

 

Il presidente Rossi ha risposto positivamente, perché "misurare come eravamo e come siamo è fondamentale per capire la situazione delle materie curriculari che hanno 'subito l’impatto' del Clil". E ha concluso ricordando che l’Iprase ha avviato una ricerca scientifica su quest’innovazione, che sta interessando molto sia ad Ocse Pisa sia ad Invalsi.

 

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