Contenuto sponsorizzato

Al Bermax di Gardolo un nuovo centro commerciale? ''Nulla per molto rumore''

Uno schizzo disegna la rinascita. Un'ipotesi di "patto" con il Comune per dare in cambio  servizi a Gardolo. Nessun atto concreto, solo un dibattito aperto. Ma i capigruppo circoscrizionali si orientano al sì senza sapere a cosa dicono sì e cosa serve alla comunità

Di Carmine Ragozzino - 09 febbraio 2018 - 11:57

TRENTO. Shakespeare non se la prenderà se si manometterà un poco il suo “Molto rumore per nulla”. Se lo si cambierà in un “Nulla ma molto rumore”. Cosa c’azzecca il Bardo con Gardolo? A Gardolo si discute del niente. Infervorandosi, appunto, sul niente. Si discute in modo formale: istituzionale, circoscrizionale. Si discute – poco per la verità – in modo informale. In qualche filò.

 

Il niente è un “rendering”. Il rendering è il “come potrebbe essere” di una costruzione e del contesto urbano ed ambientale nel quale si trova. E’ reso possibile da un’elaborazione al computer.  La costruzione in questione è il “Bermax” .

 

Il Bermax – inteso come complesso, non come magazzino d’abbigliamento e affini - è un’ incompiuta commerciale. Un’incompiuta di  lunga, lunghissima, data. Il Bermax non è un bel vedere: da qualsiasi parte lo si guardi.

 

 La sua architettura è tanto imponente quanto disarmonica, tanto spoglia, (un piano utilizzato e gli altri vuoti) quanto grigia. E non solo grigia nel colore. Il Bermax segna il confine nord del sobborgo.

 

I padroni del Bermax, (Bernardi) e un architetto che con Dellai sindaco fu assessore esterno all’urbanistica, (Nicolini), hanno buttato lì uno schizzo. Muovendo i primi passi di una campagna promozionale che ha trovato anche qualche titolo sulla stampa locale.

 

Vogliono rilanciare Bermax e ne ridisegnano offerta e dintorni.  Il Bermax “esterno” vorrebbe richiamare il “Bosco verticale” firmato da Boeri a Milano: erba sui muri, l’ecologia degli affari. Più modestamente – Trento è lontana da Milano molto più dei 200 e rotti chilometri di separazione – le pareti verdi del Bermax al futuro rimandano ad una facciata del parcheggio multipiano cittadino di Via Petrarca.

 

 Il Bermax interno dovrebbe diventare l’ennesima concentrazione di negozi in città. Quanti? Che settori? Boh.Verrebbero comunque riempiti i piani oggi vuoti e brulli... Ma per riempire di merci e carrelli i piani abbandonati del Barmax servono parcheggi. La legge è chiara: posti auto proporzionati ai negozi. O nisba.

 

L’architetto Nicolini non  pare tipo da perdersi d’animo di fronte agli ostacoli. Non lo fece nemmeno quando ipotizzò di costruire il nuovo ospedale a Trento Nord – e non era una barzelletta - nelle adiacenze delle aree inquinate di disperante memoria.

 

Aree che ancora oggi nessuno s’azzarda a bonificare per quanto è profondo il rischio. Ebbene, i parcheggi del Bermax al futuro, (300 e più) si realizzerebbero al posto di una grande area verde che sta di fronte al grande stabile con gli oblò. Una passerella aerea – su via Sant’Anna - collegherebbe centro commerciale e parcheggi.

 

Scavare un parcheggio sotterraneo e salvare il verde agricolo pare non si possa a causa un groviglio intoccabile di reti del sistema delle comunicazioni tra Trentino e resto del mondo. Così, almeno, sembra abbiano spiegato i tecnici.

 

 Ma il “non si può” dell’affaire Bermax non è una faccenda tecnica. Nel piano regolatore cittadino l’area verde fronte Bermax, (di proprietà dei Bernardi) è vincolata. Un vincolo dalla storia complessa, venuto dopo la nascita del Bermax. 

 

Ma il vincolo c’è: non ci si scappa. Anzi no, ci si potrebbe anche scappare ma solo a fronte di un “patto” tra Comune e proprietari del Bermax, così come previsto da quelli che burocraticamente si chiamano “accordi urbanistici”.

 

In cosa potrebbe consistere il patto? Bermax rinasce sotto altre più redditive spoglie. L’area verde – svincolata - si trasforma in parcheggio. Il Comune ottiene in cambio qualcosa di sostanzioso in termini di servizi pubblici per Gardolo. A spese di Bermax.

 

Siamo all’ipotetico. Anzi, a dirla tutta, siamo al pre-ipotetico. Sì perché uno schizzo mostrato e illustrato ad un giornalista che nel suo mestiere di giornalista ne ha dato legittima cronaca non è un atto.

 

E infatti “agli atti” del Comune non c’è ancora nulla. E dunque di nulla si chiacchiera. Tuttavia sul nulla sostanziale che riguarda la Bermax si sono espressi in due incontri consecutivi i capigruppo della circoscrizione. Che hanno detto più sì che ni, pur sapendo che era un sì al nulla in bilico tra Kafka e una discutibile fuga in avanti.

 

 Non hanno detto –invece - né sì, né no, ne ni i commissari (e il pubblico interessato) della commissione territorio circoscrizionale. Il presidente Frontuto ha speso ogni energia residua per spiegare che non c’è posizione da prendere perché non c’è alcun iter avviato. A Frontuto si deve almeno un po’ di solidarietà. Una volta scritta – (e bene) – su un giornale un’idea diventa un fatto.

 

 La questione Bermax un fatto non è,  nemmeno è un antefatto. Ma il confronto è in fase di animazione come se le ruspe avessero già i motori accesi in via Sant’Anna. E d’altra parte non potrebbe essere diversamente alla luce del  possibilismo dichiarato dai partiti e alla luce di una presidente di circoscrizione che al giornalista ventilava già un’eventuale contropartita del “patto”: la costruzione di un centro giovani - spazio aggregativo. O consimile.

 

Al dunque. Tra fughe in avanti presuntuose e confusioni multiple la questione Bermax sembra destinata a tenere banco. A Gardolo. ma non solo a Gardolo. Frontuto s’è attrezzato e s’attrezzerà ancor di più  per costruire chiarezza. La commissione territorio convocherà proprietari del Bermax e architetto di riferimento. Per capire se, quando e come vogliono proseguire oltre gli schizzi.

 

Ma nell’attesa  anche il nulla di oggi è – per lo meno – un’occasione. Un’occasione di dare un minimo di qualità all'evanescente dibattito nato da un disegno. Sarebbe ad esempio utile ragionare con una visione un po’ meno angusta dei problemi.

 

Servono altri centri commerciali? Servono a Gardolo che si trova ad uno sputo dai più frequentati complessi di vendita di Trento Nord? E se un centro commerciale dovesse crescere al futuro Bermax che ne sarà delle piccole botteghe che sopravvivono non senza fatica nel sobborgo? E perché non approfondire se e come i centri commerciali incidono sull’occupazione?

 

Danno posti di lavoro o semplicemente trasferiscono quelli esistenti penalizzando i lavoratori a colpi di aperture senza sosta? E ancora, quale sarà l’indotto di traffico sulla strada che dalla rotatoria porta al cuore di Gardolo, su via Sant’Anna?

 

E poi il verde, la campagna: a che prezzo si può sacrificare al commercio? E, di nuovo, si ha per caso un’idea delle priorità per Gardolo, sostenute da studio e coinvolgimento vero della popolazione, oppure ci si indirizza verso la trattativa di un ipotetico “patto” ognuno, (dai partiti al singolo consigliere circoscrizionale), con i propri desiderata?

 

Giovani, anziani, età di mezzo, infrastrutture o servizi pubblici sono la stessa cosa? E chi sceglie? E come sceglie? E come si fa a misurare e far “contare” l’opinione chi sta giustamente lontano da un consiglio circoscrizionale che fotocopia in peggio le dinamiche politiche, già insulse, del consiglio comunale?

 

Ecco come il “nulla” può diventare una chance. L’occasione di un confronto serio, approfondito, trasparente e coinvolgente sui bisogni “veri” di una comunità. Anche se  Bermax resterà così com'è – (e qui si azzarda che alla fine resterà così com'è)  – lo spunto c’è. E' lo spunto per parlare di Gardolo e dei suoi bisogni. Non per parlare di Bermax e dei suoi bisogni.

 

Ci si schiera dopo essersi interrogati. Interrogando pubblicamente una comunità piuttosto che una conventicola. Non prima. Chi nei partiti ha capacità di intendere, per favore e per una volta, intenda.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 20 luglio 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

21 luglio - 12:18

La storia della squadra di calcio che è diventata un esempio di inclusione e dialogo interculturale vista attraverso gli occhi di Youness Et-tahiri che per un anno ha giocato con il team di Trento e che adesso sta per trasferirsi in un altro club, ma che fa sapere: “Questo è solo un arrivederci”

21 luglio - 10:44

L'uomo, 79 anni, era rimasto ferito in un incidente avvenuto a Canal San Bovo. Finito in ospedale aveva una concentrazione di alcol etilico nel sangue pari a 1,77 g/l

21 luglio - 10:16

La donna, assieme al compagno, si trovava sul Baffelan. E' andata a sbattere con la testa e il corpo contro la roccia. Il compagno è riuscito a recuperarla poi è intervenuto il soccorso alpino 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato