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Allarme bomba all'ex Asilo, il giorno prima gli anarchici riferivano di microspie e controlli. Ieri i danneggiamenti alla Benetton: sale la tensione in città

Dalle bottiglie incendiarie sotto le auto della polizia locale agli atti degli ultimi giorni e alla "denuncia" di alcuni anarchici di essere tenuti sotto controllo continua il confronto con le forze dell'ordine

Le foto delle "cimici" e telecamere caricate dagli anarchici e a destra l'artificiere giunto a Trento per l'allarme bomba dell'ex Asilo
Di Luca Pianesi - 26 gennaio 2018 - 06:02

TRENTO. Si è alzato molto, in questo ultimo periodo, il livello di tensione in città tra gruppi anarchici e forze dell'ordine. Martedì mattina il falso allarme bomba che ha trasformato per alcune ore via Manzoni in una strada blindata, con polizia, carabinieri e finanza dispiegata sul campo a deviare il traffico, tenere sorvegliata l'area e gli artificieri pronti ad intervenire per disinnescare l'eventuale ordigno. Poi nel pomeriggio c'è stata una piccola manifestazione, passata sotto traccia, degli stessi anarchici in piazza Pasi e mercoledì notte l'azione contro le vetrine della Benetton in via Oriola con vetri infranti e scritte in favore del popolo Mapuche (le popolazioni indigene di parte della Patagonia che sono state espropriate dei loro terreni per lasciare spazio agli allevamenti della Benetton).

 

Ma come mai una tale accelerazione degli eventi in pochi giorni? Una risposta la si potrebbe trovare sul giornale online "Nuova Resistenza - contenitore dell'informazione e della controinformazione". Infatti proprio il giorno prima della doppia telefonata anonimia che ha allertato le forze dell'ordine della presenza (poi smentita) di un ordigno all'interno dell'ex Asilo (struttura che gli stessi anarchici avevano ribattezzato 'Assillo' dopo averlo occupato per ben tre volte negli ultimi otto anni) veniva denunciato sulle pagine del sito online il rinvenimento di congegni elettronici atti a monitorare e tenere sotto controllo alcuni anarchici trentini

 

 

"Sono mesi in cui i segni lasciati dagli spioni del potere sembrano essere tutt’altro che rari - si legge nel testo -. Come avvenuto in alcune altre città durante il rumoroso periodo natalizio, anche in Trentino abbiamo scoperto chi si nascondeva dietro gli strani avvisi di due macchine di compagni. Un paio di mesi fa abbiamo trovato microfoni e gps installati sulle automobili. Ma un secondo ritrovamento, decisamente più inquietante, ci ha lasciati un poco più colpiti. Qualche settimana più tardi, infatti, abbiamo trovato una microtelecamera nella cucina-sala di un’abitazione. Il tutto era stato posizionato in un angolo della stanza, poi coperto con della malta lasciando solo un buco microscopico per la telecamera". 

 

 

La mattina seguente la doppia chiamata che segnalava l'ordigno all'interno del cantiere dell'ex Asilo. Una struttura molto cara agli anarchici trentini che, visto quanto accaduto, da mercoledì è sorvegliata dai vigilantes e che da questa mattina comincerà ad essere demolita (si partirà dal muro esterno e lunedì toccherà all'ex asilo. Si stima che servirà circa una settimana per radere al suolo l'intera struttura che lascerà il posto all'Appm). E nel pomeriggio è toccato ancora agli anarchici farsi "sentire". Una piccola manifestazione di protesta fissata per le 18 in Piazza Pasi per denunciare gli "spioni al lavoro" e mostrare quelli che loro definiscono gli ultimi "ritrovamenti" di cimici, microcamere e microfoni.

 

Poi l'azione di mercoledì notte contro le vetrine della Benetton a chiudere (speriamo per molto tempo) un periodo di grande tensione cominciato a dicembre con l'attentato incendiario alle auto della polizia municipale, fortunatamente fallito (e segnalato anche sul sito 'Roundrobin-diario di bordo nella tempesta sociale' altro sito di stampo anarchico spiegato con questa frase "non vi sono rivendicazioni, anche se alcuni giornali ricordano che nel mese di ottobre ci fu un intervento della polizia locale in difesa di Forza Nuova che portò all’arresto di alcuni antifascisti") e poi l'imbrattamento di un'auto sempre della polizia locale avvenuto l'11 dicembre proprio con la scritta "contro le retate", delle forze dell'ordine. 

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