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Arcidiocesi di Trento pubblica il proprio bilancio, nel 2017 perdite per 3 milioni di euro

Operazione trasparenza per il vescovo Lauro Tisi che però spiega: “Nessuna agenzia di rating può certificare volontariato e gratuità”. Per affrontare le difficoltà economiche è stata avviata una razionalizzazione delle struttura e una gestione estesa dei servizi

Pubblicato il - 26 May 2018 - 20:58

TRENTO. Costo del lavoro ma anche enti e parrocchie sempre più in difficoltà economica. E' di quasi 3 milioni la perdita registrata nei bilanci dall'Arcidiocesi di Trento per quanto riguarda il 2017. Un anno difficile che ha visto il progressivo indebolimento finanziario e patrimoniale della Diocesi.

 

Oggi la Chiesa trentina ha presentato il proprio rapporto socio economico alla presenza del vescovo Lauro Tisi.

 

“Operazione trasparenza, come stile personale e comunitario” ha spiegato il vescovo spiegando però anche che “Nessuna agenzia di rating può certificare volontariato e gratuità”.

 

Il bilancio è costituito dagli schemi di Stato patrimoniale e del Rendiconto gestionale, accompagnati dalla relazione dell’Economo.

 

Sul versante patrimoniale, il cui totale attivo ammonta a 117 milioni di euro, l’85% è rappresentato da immobilizzazioni. Di queste, al netto degli ammortamenti, poco più di 38 milioni di euro per terreni e fabbricati strumentali (beni, quindi, che non producono reddito ma generano costi di finanziamento e ammortamento) e 27 milioni per terreni e fabbricati non strumentali, i cui canoni di locazione producono un reddito di 1 milione 447 mila euro, al lordo delle spese e degli ammortamenti. Il reddito netto è pertanto di 324 mila euro.

 

Le immobilizzazioni di natura finanziaria sono pari a 31 milioni e 633 mila euro, il 27% del totale attivo. All’interno di questa quota, poco più di 27 milioni di euro sono relativi al 21,70% del capitale detenuto da Arcidiocesi all’interno dell’Istituto di Sviluppo Atesino (ISA), sorto nel 1929.

 

Quanto ai beni, “è necessario – ha affermato l’Arcivescovo di Trento - che la Chiesa non li consideri propri, ma da amministrare per i poveri e il Vangelo, finalità da cui - ha ammesso don Lauro - la Chiesa rischia talora di deviare”.

 

Il patrimonio netto di Arcidiocesi si attesta, a 76 milioni 899 mila euro, già al netto della perdita nel 2017 che, come già detto, si attesta a 2 milioni 938 mila euro.

 

“Un trend di progressivo indebolimento finanziario e patrimoniale della Diocesi che – non nasconde l’Economo diocesano Claudio Puerari - ingenera elementi di preoccupazione”. Per fronteggiare tale situazione Puerari ricorda la razionalizzazione delle strutture della Curia e degli Enti diocesani introdotta con la recente riforma e una più estesa centralizzazione dei servizi amministrativi a favore delle entità diocesane esterne alla Curia.

 

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