La Pat stanzia 3 milioni di euro per le Apsp, i sindacati: “Fondi condizionati a misure di contenimento della spesa, non si può tagliare sul personale”
I fondi stanziati dalla Provincia potrebbero rivelarsi un boomerang per le Apsp, secondo i sindacati infatti questi sono vincolati a misure di contenimento della spesa con il rischio di ulteriori tagli sul personale e servizi essenziali: “Non si può tirare la corda all’infinito”

TRENTO. Recentemente la Provincia di Trento ha stanziato 3 milioni di euro per risanare i bilanci in perdita delle case di riposo. Tuttavia i segretari di Cgil Fp Luigi Diaspro, Cisl Fp Giuseppe Pallanch e Uil Fpl Andrea Bassetti, sollevano delle preoccupazioni sulla manovra: “Quello che ci allarma è che questa manovra sia condizionata dalla programmazione per il 2023 di misure di contenimento della spesa”. Nella determina si legge infatti che la Provincia vincola l’erogazione del contributo alla programmazione di una riduzione delle spese in ciascuna Apsp sull’esercizio dell’anno in corso.
Analizzando i bilanci delle Apsp spicca che nella voce “costo della produzione”, che rappresenta tutti i costi sostenuti da una Rsa, circa il 70% delle uscite è riferito ai “costi del personale”. Le preoccupazioni dei sindacati sono legate al fatto che nella stessa determina si fa riferimento alla considerazione che nel 2022 è lievitato il valore del Tfr/Tfs del personale a causa della rivalutazione in base all’inflazione. Da qui la domanda spontanea di Cgil, Cisl e Uil: “Se la maggioranza delle spese è legata al personale, in che modo le Apsp intendono risparmiare, visto che gli organici sono ormai all’osso?”.
Insomma un campanello d’allarme perché succede già che alcune Apsp tardino a liquidare la quota Tfr a carico ente come prevede il contratto, superando i 90 giorni. “Succede ancora che l’assessorato intimi alle Apsp di rescindere il contratto con le farmacie, che predispongono i farmaci per la terapia, attività questa che serve anche per ridurre il carico di lavoro sul personale infermieristico in molte strutture, data la grave carenza d’organico”. E ancora sul tavolo c’è pure l’annosa questione dei rientri effettuati dal personale: dove, in certe Apsp, viene posto in essere per evitare le assunzioni che risulterebbero una spesa in più.
Come se non bastasse, dopo una modifica avvenuta nel 2010 alle Direttive sulle assenze del personale, di qualsiasi inquadramento, come i permessi per la legge 104, la maternità, le malattie, le Apsp, ricevono un rimborso a forfait e la spesa che supera tale copertura rimane a carico dell’ente, senza alcuna assicurazione, come avviene invece nel privato.
“Ricordiamo che durante l’incontro con l’assessorato del 2 maggio 2023, abbiamo con forza richiesto di ripristinare un tavolo di lavoro sulle Rsa, per ragionare sulle possibili soluzioni per affrontare la carenza di personale, ad oggi nessun incontro è stato realizzato”, sentenziano i sindacati. Così Cgil, Cisl e Uil avvertono: “Non si può tirare la corda all’infinito, altrimenti si può spezzare e se succede le conseguenze drammatiche sono sulle persone, sui lavoratori e su tutta la comunità”.














