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Bandiere d'Italia e Stati Uniti posate sul Dukw a -276 metri nel Garda. Il racconto del sindaco sceso col sottomarino: ''Un'emozione''

Gianni Morandi oggi è salito sul sommergibile assieme al pilota e al tecnico della sicurezza e ha raggiunto il mezzo anfibio a bordo del quale il 30 aprile 1945 sono morti 25 soldati. ''Siamo scesi nel buio, in un silenzio irreale e poi è spuntato il relitto''

Di Luca Pianesi - 04 ottobre 2018 - 19:36

NAGO TORBOLE. ''Abbiamo posato due bandiere, una italiana e una americana, sul muso del Dukw. Un momento molto toccante per un viaggio davvero emozionante che non dimenticherò''. D'altronde non capita tutti i giorni di scendere sott'acqua con un piccolo sottomarino, nel proprio lago, ed andare ad esplorare un relitto straordinario che risale agli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale.

 

E' successo al sindaco di Nago Torbole Gianni Morandi che questa mattina è salito a bordo dell'Ictineu Submarine ed è andato ad esplorare il fondale del Lago di Garda. Per l'esattezza è arrivato a quota - 276 metri andando praticamente a toccare con mano il mezzo anfibio americano che nella notte del 30 aprile 1945 affondò con a bordo 26 soldati americani, 25 dei quali morirono affogati (QUI LA VICENDA E QUI LE PRIME IMMAGINI).

 

''E' stato davvero emozionante - ci racconta - avevo addosso la fascia tricolore perché volevo che la cosa avesse i contorni dell'istituzionalità e poi l'obiettivo era quello di andare a posare sul mezzo le due bandiere, piegate a triangolo, del nostro Paese e degli Stati Uniti. Un gesto, semplice, ma importante per ricordare quei ragazzi morti in quella tragica notte". La partenza era fissata poco dopo le 10.10 dal Circolo Vela di Torbole. A bordo del piccolo sottomarino il primo cittadino, il pilota (che era alla sua 111esima immersione con quel sommergibile) e un tecnico della sicurezza.

 

 

''Da lì abbiamo navigato fino alla verticale, per una cinquantina di minuti - racconta ancora Morandi - e una volta sopra il relitto abbiamo cominciato a scendere. Per 40, 50 metri filtrava un po' di luce dalla superficie e si poteva vedere all'esterno. Poi si è fatto buio e siamo calati nel silenzio. Non so come descriverlo, galleggiavamo nel buio con davanti a noi le luci dei fari, in una pace assoluta. Poi dopo una mezz'oretta è apparso il fondale e il Dukw. Un'emozione incredibile. Era lì, perfetto. Con le ruote intatte, il volante, tutto al suo posto e la stella dell'esercito americano ben visibile. Dopo avergli girato intorno un po' di volte ci siamo spostati verso il muso del mezzo anfibio e abbiamo deposto le due bandiere con dentro dei pesi. Il sottomarino, infatti, ha dei bracci meccanici che permettono di pinzare e sollevare degli oggetti".

 

 

"E' stato un momento importante e anche istituzionale - conclude il sindaco - dal valore emozionale molto forte. Poi siamo ritornati in superficie e da domani si comincerà a ragionare su un suo possibile ripescaggio. Le possibilità ci sono tutte. L'intenzione sarebbe riportarlo a galla e inserirlo in un percorso museale dedicato alla Seconda Guerra Mondiale nell'alto Garda. Ma per quello ci sarà tempo".

 

Intanto i tecnici che sono scesi in questi tre giorni a più riprese rielaboreranno dati e video registrati per dare sempre più risposte sulla fine del mezzo anfibio costato la vita a 25 soldati in una notte di tempesta in mezzo al Lago di Garda. Ironia della sorte ha voluto che fosse proprio la notte del 30 aprile il giorno del suicidio di Hitler a Berlino. La guerra sarebbe terminata pochi giorni dopo ma troppo tardi per quei ragazzi che trasportavano viveri da Navene a Riva del Garda. 

 

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