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Centrale Unica, cinque indagati per il concorso 'fatto su misura'. Luisa Zappini ancora nei guai

La Procura ha notificato la chiusura delle indagini preliminari. Coinvolti i due candidati, due docenti e l'ex dirigente provinciale. Uno scambio di mail per adattare il concorso condivisa dagli indagati è la prova in mano all'accusa. Le difese: "Estranei ai fatti"

 

Pubblicato il - 13 July 2018 - 09:35

TRENTO. L'avevamo detto: era il 29 maggio dello scorso anno quando ilDolomiti scrisse questo articolo che poneva forti dubbi sul concorso per funzionario tecnico alla Centrale Unica di Emergenza. Ci eravamo spediti una pec con il nome dei vincitori, e quei nomi furono poi confermati. 

 

Su questo si mosse anche il consigliere Claudio Cia che presentò un'interrogazione denunciando il conflitto di interessi tre Luisa Zappini e alcuni candidati al concorso. Due, quelli poi risultati vincitori al primo e al secondo posto, erano infatti esponenti di Eledia, il Centro di ricerca con cui l'ex dirigente aveva stretti rapporti professionali.

 

A distanza di più di un anno la Procura ha notificato l'avviso di conclusioni delle indagini preliminari. Gli indagati per abuso di ufficio sono cinque: l'ex dirigente Luisa Zappini, il coordinatore del Gruppo di ricerca Eledia Andrea Massa, il componente del Gruppo di ricerca Paolo Rocca e i due che hanno vinto il concorso, primo e secondo classificati, Fabrizio Robol e Federico Viani.

 

Marco Gallina, che per la Procura della Repubblica ha seguito l'indagine, contesta questo: in concorso tra loro e in violazione delle leggi e dei regolamenti avrebbero posto in essere "atti idonei diretti in modo univoco a procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale a Robol e a Viani".

 

Nei fatti, secondo l'ipotesi della Procura, dopo che Luisa Zappini fu nominata presidente della Commissione concorsuale, avrebbe preso contatti con uno dei candidati inviando la bozza di un precedente concorso. Su questa bozza sia Viani che Robol, in accordo con Zappini e condividendolo con Massa, avrebbero 'costruito' un concorso su misura per le loro competenze. 

 

Al testo, secondo il Pm, avrebbe contribuito anche Rocca, indicando le caratteristiche e le competenze da aggiungere. Il testo, così confezionato, fu inviato all'Ufficio concorsi e mobilità della Provincia. 

 

Il concorso venne considerato dagli stessi uffici troppo 'attagliato' su profili specifici e quindi non fu bandito per titoli ed esami ma solo per esame. Un esame che però, secondo la Procura, era comunque condizionato.

 

Gallina spiega non riuscirono a portare a consumazione il reato "per fatti indipendenti dalla loro volontà". Se da una parte i dirigenti dell'Ufficio concorsi si accorsero "dell'eccessiva specificità dei 'titoli' indicati nella bozza", dall'altra "la Giunta provinciale annullava il concorso per via prudenziale e di autotutela". 

 

Una decisione, quest'ultima, motivata anche dalle indiscrezioni sui risultati 'pilotati' e sull'indagine avviata dalla Procura della Repubblica

 

Per la difesa si tratta però di fatti che non riguardano il concorso in questione, quello a cui hanno partecipato due degli indagati. E sulla incompatibilità di Luisa Zappini affermano che i rapporti erano soltanto di natura tecnico-scientifica e l'obiettivo era comunque quello di assicurare alle dipendenze del Cue figure di alto profilo e di comprovata esperienza.

 

Anche le difese degli altri indagati negano ogni coinvolgimento, ogni ingerenza nella selezione dei candidati e qualsiasi vantaggio personale 'orchestrato' di comune accordo. I legali si riservano di valutare attentamente i fascicoli per poi ribattere punto su punto alle accuse portate avanti dalla Procura della Repubblica.

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