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Inchiesta Università, 16 rinvii a giudizio per gli appalti 'spezzatino' e per il 'doppio lavoro' dei prof

Tra le accuse abuso d'ufficio, falso, turbativa d'asta e corruzione. Due le archiviazioni per Marco Tubino e Walter Boller. Gli imputati dovranno comparire davanti al gup per l'udienza preliminare

Pubblicato il - 28 novembre 2018 - 09:41

TRENTO. Il pubblico ministero Carmine Russo ha chiesto il rinvio a giudizio per 16 persone e per una società, mentre le posizioni di due degli indagati vanno verso l'archiviazione. Si tratta di Marco Tubino, ex presidente del Dicam, e Walter Boller, progettista. L'inchiesta per gli 'appalti spezzatino' e per il 'doppio lavoro' dei prof si appresta quindi a iniziare il suo iter processuale: gli imputati dovranno comparire davanti al gup Riccardo Dies per l'udienza preliminare.

 

Nelle carte della richiesta di rinvio a giudizio si contano 24 incarichi affidati a professionisti esterni senza la verifica sulle risorse disponibili dell'amministrazione universitaria, per un importo di quasi 350 mila euro. Appalti da 3 milioni di euro 'spezzettati' per rifare gli arredi della nuova biblioteca universitaria e e per la ristrutturazione del Rettorato. 

 

Per quanto riguarda il filone sui doppi incarichi, si calcola un ammanco alle casse dell'Università trentina di 600 mila euro, con le strumentazioni dell'Ateneo usate per interesse privato. Ma le indagini della Guardia di Finanza sono molto dettagliate e sono servite alla Procura per approfondire l'inchiesta e formulare la richiesta di rinvio a giudizio.

 

Tra gli imputati Rinaldo Maffei, ex dirigente della Direzione patrimonio immobiliare dell'Università e la responsabile della segreteria tecnica Lucilla Giuri. Viene contestato il reato di abuso d'ufficio per l'affidamento degli incarichi esterni ma anche la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

 

Per il doppio lavoro deve rispondere di abuso d'ufficio Giorgio Cacciaguerra che per l'accusa avrebbe affiancato all'insegnamento a tempo pieno anche la libera professione. Gli viene contestato un ingiusto vantaggio patrimoniale per quasi 150 mila euro.  Stessa accusa per Mosè Ricci che per la Procura avrebbe curato la progettazione del nuovo Polo sanitario trentino usando le apparecchiature del Dicam.

 

Nei guai anche il professor Giuseppe Scaglione che pur dipendente dell'Università avrebbe gestito due società per un danno di quasi 300 mila euro. Sopo poi imputati per turbativa d'asta gli stessi Ricci e Cacciaguerra con Claudia Battaino, Alberto Birindelli, Ermelinda Cosenza, Mark Sonego e Luca Zecchin

 

Davide Geneletti, Bruno Zanon, Sara Favargiotti e Chiara Cortinovis devono invece rispondere di un assegno di ricerca di 20 mila euro relativo alla revisione del Prg di Trento. Ipotesi di corruzione per Licilla Giuri e Gianfranco Bertuol

 

Nel procedimento l'Università di Trento è parte lesa, individuata dalla stessa Procura della Repubblica. Ora gli imputati potranno farsi interrogare per chiarire la loro posizione oppure potranno presentare tramite gli avvocati le proprie memorie difensive

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