''Doppio lavoro'', la procura regionale della Corte dei conti presenta il conto a tre docenti universitari: ''Danno erariale da 643.000 euro''
Ai professori Mosè Ricci, Giuseppe Scaglione e Giorgio Cacciaguerra notificato l'atto di citazione. Saranno i giudici contabili a pronunciarsi sul caso

TRENTO. Atto di citazione a giudizio per tre professori del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e meccanica (Dicam). Lo ha notificato ai docenti la procura regionale della Corte dei conti. Il contesto è quello del caso del "doppio lavoro", un accusa (respinta dai docenti) mossa nei confronti di alcuni professori universitari (qui, qui e qui alcuni articoli relativi all'indagine penale).
La contestazione che viene fatta ora ai tre professori del Dicam, Mosè Ricci, Giuseppe Scaglione e Giorgio Cacciaguerra, è di aver svolto attività libro professionale pur lavorando a tempo pieno per l'ateneo trentino. Per la procura, che stima un presunto danno da 643.000 euro, le attività private sarebbero state "occultate" all'Università.
Un danno erariale che sarebbe composto dalle tre somme contestate ai docenti, di 52.782 euro per il primo, di 302.366 euro per il secondo docente e di 288.417 per il terzo professore. Allegati agli atti sono anche documenti, intercettazioni telefoniche ed email.
Secondo la procura della Corte dei conti Ricci avrebbe svolto attività da libero professionista presso uno studio d'architettura, Scaglione avrebbe gestito due imprese commerciali nel settore editoriale e Cacciaguerra è accusato di aver occultato all'Università incarichi extraistituzionali svolti secondo l'accusa senza autorizzazione.
Pesanti accuse, quelle mosse dalla procura, che i diretti interessati respingono (sin dall'inizio) con fermezza. Ora la palla passa ai giudici contabili che dovranno decidere se accogliere le tesi difensive dei tre professori o se invece dare seguito alle richieste della procura e condannarli a risarcire.


















