Oltre 62 mila euro di danno erariale da risarcire all'Asis, la Corte dei Conti cita in giudizio il presidente della società che gestisce gli impianti del Comune di Trento
I giudici contabili mettono nel mirino la monetizzazione di 2.348,85 ore di ferie non godute dell'ex direttore della società che gestisce gli impianti del Comune di Trento. Procedura non consentita dalle leggi, nei guai il presidente di Asis

TRENTO. La Corte dei conti ipotizza un danno erariale all'Asis da oltre 62 mila euro. Nel mirino il presidente della società che gestisce gli impianti del Comune di Trento per la liquidazione delle ferie non godute dall'ex direttore, poi andato in pensione. Una procedura che non sarebbe consentita dalle leggi che prevede il divieto di monetizzazione dei Comuni e delle controllate.
I giudici contabili hanno citato in giudizio per danno erariale l’attuale presidente di Asis, l'Azienda speciale per la gestione degli impianti sportivi del Comune di Trento. La Procura, sulla base delle indagini effettuate dai carabinieri, ha contestato al presidente della società, l’indebita monetizzazione di 2.348,85 ore di ferie non godute, dato che corrisponde a 62.847,98 euro, in favore dell’ex direttore generale in occasione del pensionamento di quest’ultimo.
La liquidazione delle ferie non godute ha comportato anche il pagamento degli oneri fiscali e contributivi a carico di Asis, determinando un danno complessivo da 163.550,19 euro. Questa la contestazione provvisoria di responsabilità (invito a dedurre) mossa al numero uno di Asis.
"Il presidente di Asis – cui, secondo lo statuto della società, sarebbe spettato il controllo sull’operato del direttore generale - spiega la Procura della Corte dei conti - pur essendo stato tempestivamente avvisato del suo prossimo pensionamento, non solo non si è attivato per regolarizzare la situazione di illiceità derivante dall’omessa fruizione delle ferie da parte del direttore generale ma, allorché interpellato dagli Uffici in ordine alla liquidazione dell’ingente somma derivante dalla loro monetizzazione, non ne aveva impedito l’esborso ingiustificato perché non consentito dalla legge".
Si fa riferimento all'articolo 8 d) bis della Legge provinciale n. 27 del 27 dicembre 2010 e successive modificazioni che prevede il divieto di monetizzazione delle ferie per i dipendenti dei comuni e delle amministrazioni controllate; analogo divieto era sancito, a livello nazionale, dall’art. 5, comma 8, del D. L. n. 95 del 6 luglio 2012.
A seguito della notifica dell’invito a dedurre, Asis si è attivata riuscendo a recuperare quasi integralmente dall’ex dipendente in pensione le somme indebitamente percepite, oltre a una parte degli oneri riflessi.
"Questi recuperi hanno ridimensionato a 64.734,65 euro il danno all’erario definitivamente contestato dalla Procura nell’atto di citazione a giudizio all’attuale presidente di Asis". L’udienza per la discussione della causa è stata fissata per l'11 ottobre alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Trentino – Alto Adige.


















