Caso divise del soccorso alpino, l'ex presidente condannato a pagare: l'acquisto è stato sovrabbondante rispetto alle necessità
La vicenda risale al 2016 e riguarda l'acquisto delle divise del corpo e l'ipotesi di spreco di denaro pubblico e irregolarità. Il conto è stato ridimensionato: caduta l'accusa di dolo, l'attenzione si è spostata sulla quantità di materiale acquistato, giudicato sovrabbondante rispetto alle necessità

TRENTO. I vertici dell'allora soccorso alpino, Adriano Alimonta e Ezio Parisi, e il consiglio direttivo sono stati condannati dalla Corte dei conti a risarcire più di 40 mila euro per l'acquisto delle divise del corpo. Un conto ridimensionato rispetto alle ipotesi iniziali in quanto è stato calcolato sulla spesa eccedente.
La vicenda risale al 2016 e riguarda l'acquisto delle divise del corpo e l'ipotesi di spreco di denaro pubblico e irregolarità. Un esposto archiviato sul fronte della giustizia penale mentre la Corte dei conti aveva voluto approfondire la questione e aveva affidato le indagini alla guardia di finanza.
Inizialmente la richiesta era di 148.800 euro a carico dell'ex numero uno del soccorso alpino, all'ex vice presidente e a cinque delegati di zona. Nel mirino la scelta di acquistare senza gara le divise di rappresentanza del corpo, materiale ordinato da una ditta depositaria del marchio Montura di cui Alimonta sarebbe stato testimonial. Una partita complessa in quanto è stato rilevato che in quel periodo il contratto di sponsorizzazione in essere non era personale ma con il soccorso alpino nel suo complesso.
Un acquisto, effettuato con un finanziamento straordinario della Pat di 48.600 euro e fondi del soccorso alpino, diretto ma con rapporti contrattuali e con condizioni agevolate. E' caduta così l'accusa di dolo. La contestazione riguarda la quantità: 1.200 capi, maglione e camicia in alternativa a quanto previsto per il servizio, per poco più di 700 soci e una scorta di magazzino di almeno 150 capi.
La colpa grave è stata nell'approvare una fornitura sovrabbondante. Il danno da 43.300 euro viene imputato per il 70%, maggiorato dagli interessi computati dal 1 agosto 2018, ad Alimonta, il resto a carico di Parisi e dei 5 membri del direttivo che hanno approvato l'acquisto.













