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''Chiedo al sindaco di intitolare un parco al defunto centrosinistra autonomista". E Pattini, sul serio, presenta un'interrogazione

La proposta condivisa con Maestranzi, che però la mette sull'ironico: "C'è bisogno di stemperare il clima". Ma l'assessore del Patt Stanchina: "Non è il momento di scherzare, la situazione è drammatica". Ma assicura: "Dopo il no a Rossi non sono automatiche la ripercussioni sul governo della città: calma e sangue freddo"

Di Donatello Baldo - 18 agosto 2018 - 14:25

TRENTO. La richiesta è ufficiale, fatta con tutti i crismi del regolamento. Alberto Pattini, capogruppo a Trento delle Stelle Alpine, ha presentato un'interrogazione al sindaco Andreatta per chiedere di celebrare la morte del centrosinistra autonomista. Proprio così, nientemeno.

 

Il documento, che il consigliere assicura di aver già depositato, è indirizzato alla presidente del Consiglio comunale Lucia Coppola e l'oggetto dell'interrogazione è questo: "Intitolazione parchi e giardini". Il testo è di poche righe:

 

"Dopo la recente e prematura scomparsa del centro sinistra autonomista si interroga il Sindaco Alessandro Andreatta se intende, in deroga alla norma dei dieci anni, intitolare un parco della città al defunto Centro Sinistra Autonomista prematuramente scomparso".

 

Oltre alla firma di Pattini compare, in calce, anche quella di Dario Maestranzi. Si apprende che lo stesso testo è stato inviato al presidente della commissione toponomastica, nonché capogruppo del Pd Paolo Serra, che ha risposto laconico: "Sincere condoglianze per quanto è avvenuto". Una dichiarazione da cui traspare l'opinione politica dell'esponente del Pd, contrario alla scelta dell'assemblea democratica che ha scelto di dire no al Rossi bis.

 

Ma torniamo all'interrogazione un po' sopra le righe presentata da Pattini e da Maestranzi. Per il primo la cosa è seria: "Si tratta di un documento ufficiale, non è uno scherzo. La presidente Coppola non potrà fare altro che metterla in calendario e mi aspetto una risposta dal sindaco, che dica cosa pensa, perché il centrosinistra è morto - spiega - e c'è da ricordare che il centrosinistra è nato proprio in Comune a Trento". 

 

Maestranzi è più sul goliardico. "Bisogna prenderla alla leggera - spiega divertito - perché seppur la situazione sia terribilmente seria bisogna stemperare un po' il clima". Sulle preoccupazioni che la decisione del livello provinciale possano ripercuotersi sul livello comunale, mettendo a rischio la stabilità della maggioranza, Maestranzi è cauto: "Calma e gesso - dice subito - perché si andrebbe a peggiorare una situazione già di per sé drammatica".

 

Non è quindi automatico che la fine del centrosinistra in provincia annulli i rapporti anche nel Comune di trento. "Non possiamo permetterci di cancellare dall'oggi al domani tutto l'impegno che stiamo mettendo nella realizzazioni di progetti importanti". 

 

Della bizzarra interrogazione è stato informato anche l'assessore autonomista Roberto Stanchina, che non sapeva nulla: "Posso ridere e al tempo stesso dissociarmi?". Per Stanchina "questo è un momento serio, anche se conosco Pattini come uomo di grande humor, ma posso dire che forse questo non è il momento per provocazioni di questo tipo". 

 

Sulle ripercussioni nella politica cittadina, l'assessore la pensa come Maestranzi: "E' il momento di essere governativi, c'è tanta carne al fuoco e sarebbe impensabile lasciare a metà il percorso intrapreso. Tranquillità, pacatezza, nervi saldi. La politica si fa con la testa, non sull'onda delle emozioni".

 

Lucia Coppola, presidente del Consiglio a cui l'interrogazione è indirizzata non ha ancora visto il testo: "Non credo sia giusto che una provocazione diventi atto ufficiale. E' una presa in giro, non è un'interrogazione", taglia corto. Sull'ammissibilità deciderà sentiti gli uffici: "Chiederò il parere al dirigente, sentirò anche il sindaco". Ma l'auspicio è che venga ritirata. La battuta è stata fatta, basta così. 

 

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