Tragedia Caldes, Fugatti e Zanotelli (VIDEO): ''La politica non ha fallito. Sconvolgente lo stop all'abbattimento del Tar, non vogliamo piangere un altro morto''
In questi giorni il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e l'assessora Giulia Zanotelli sono stati ospiti delle trasmissioni di Rete 4: "Sconvolgente il blocco dell'ordinanza di abbattimento. Chiediamo di poter procedere e di anticipare l'udienza perché c'è un danno per la comunità e non vogliamo piangere un secondo morto in Trentino"

TRENTO. "Il territorio soffre per quanto accaduto, il Trentino e la val di Sole ha perso un ragazzo". Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, con l'assessora Giulia Zanotelli sono stati ospiti delle trasmissioni di Rete 4 su Mediaset nelle scorse ore. "Da lì si parte, per noi la sofferenza non è finita ma bisogna poi parlare di quanto occorre fare: il decreto è sorprendente".
Il riferimento è sulla decisione del Tar di sospendere l'abbattimento fino all'11 maggio ma non la cattura di Jj4. "Abbiamo il compito di garantire la sicurezza e l'incolumità delle persone", spiega Fugatti. "I cartelli ci sono e le informazioni sono state fatte. Più volte si è intervenuti sul tema del rischio e il fatto che gli esemplari sono in sovrannumero rispetto alla portata del territorio è stato segnalato a chi di dovere. Si deve uscire da questa logica che si è affermata che è più bello difendere l'animale, più della persona. Ci sono tutte le condizioni per l'abbattimento e depositeremo i documenti richiesti e che mancano".
"Non ci conosce il territorio, non è colpa del Trentino se l'orso non si è disperso. Ci devono dire dove portare gli esemplari di troppo come da progetto di Life ursus originario e deve essere fatto velocemente". Nessuna preoccupazione del governatore per la denuncia per ''per i reati di istigazione a delinquere e delitto tentato''.
"Abbiamo agito credo nel modo corretto", commenta Fugatti. "E il Trentino è un popolo che ha nei tratti distintivi la solidarietà e il volontariato, siamo i primi a muoverci per prestare soccorso con il sistema di Protezione civile". A intervenire durante "Zona bianca" anche Michela Vittoria Brambilla. "La Provincia di Trento ha ricevuto i fondi europei, ha voluto avocare a se la gestione ma ha abbandonato a se stesso il progetto Life ursus, c'è stato un fallimento della politica". Qui la replica di Zanotelli: "La politica non ha fallito, già nel 2020 è stata chiesto prima l'abbattimento e poi la rimozione. Quanto accaduto fa ancora più male, se la sorte fosse stata diversa, non ci sarebbe questa situazione e oggi è sconvolgente il blocco dell'ordinanza".
La tragedia di Caldes ha trovato ampio spazio anche nel telegiornale di Rete 4. A intervenire in collegamento l'assessora Zanotelli. "E' una decisione (quella di sospensione del Tar) che lascia estremamente stupiti davanti alla morte di un ragazzo di 26 anni. Qui c'è il bosco, abitiamo in mezzo al bosco, il bosco è il nostro giardino e la casa. Viviamo e nasciamo. Non si conosce il contesto del Trentino e della fauna, che vengono presi a esempio a livello nazionale e internazionale. Il compito dell'amministrazione e della Provincia è tutelare la sicurezza e l'incolumità pubblica dei cittadini. Ha dell'incredibile che a oggi, non si possa procedere all'abbattimento dell'esemplare che è pericoloso. Anche Ispra ha già dato l'ok in questo senso, viene previsto anche dal Pacobace e non ci capacitiamo".
Intanto proseguono le ricerche del corpo forestale, l'esemplare è dotato di radiocollare ma guasto dall'anno scorso e quindi si procede con le attività sul campo, anche con le unità cinofile. "L'areale di presenza è la stessa zona, il monte Peller e l'area circostante gli abitati e la comunità. I tecnici sono sulle tracce. Abbiamo la possibilità di captivazione, però in questo modo si potrebbero rallentare le operazioni. Ci sarebbe l'opportunità di sparare a vista per una rimozione veloce. Invece con questo ragionamento diverso, l'orso deve entrare nella trappola a tubo e ci vorrebbero più giorni, un danno per i cittadini".
La Provincia chiede la revoca del decreto e "l'anticipo dell'udienza rispetto all'11 maggio. La documentazione richiesta è già in possesso: referti medici, analisi genetiche e altri atti pubblici. Oltre a Jj4 ci sono poi altri due esemplari: Mj5 e M62, sono questi tre che auspichiamo di poter abbattere".
Non manca la tensione con il mondo animalista e ambientalista. "Un altro livello è la gestione degli animali, abbiamo 100 animali. C'è stata polemica anche il trasferimento di due orsi ma non c'erano gli animalisti o l'ex ministro Costa, ci siamo arrangiati con le relazioni costruite in questi anni. Anche M49 fino a oggi non l'ha voluto nessuno. Non accettiamo lezioni morali, siamo stati lasciati soli. C'è paura e c'è rabbia, anche per episodi precedenti e per il blocco dell'ordinanza. C'è il pericolo di perdere il rapporto e la fiducia con le istituzioni. Servono strumenti per intervenire celermente su questi animali perché c'è un caso specifico, ma c'è anche la gestione generale e non vogliamo piangere un secondo morto in Trentino", conclude Zanotelli.





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