Contenuto sponsorizzato
| 11 mag 2023 | 12:40

Orsi, Fugatti in Tv: “Per noi il problema non è Jj4 sono tutti gli altri orsi in eccesso” e rilancia la fake che dovevano essere massimo 40-50

Nella serata di ieri il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha partecipato a Controcorrente, su Rete 4, per parlare della gestione degli orsi in Trentino

Orsi, Fugatti in Tv: “Per noi il problema non è Jj4 sono tutti gli altri orsi in eccesso” e rilancia la fake che dovevano

TRENTO. Dalle aspettative sul pronunciamento del Tar per quanto riguarda il destino di Jj4 alla gestione dei plantigradi presenti in Trentino fino alla discussione sui corridoi faunistici e alla tesi avanzata da alcune associazioni animaliste per scagionare l'orsa ritenuta responsabile dell'attacco mortale al 26enne Andrea Papi nei boschi sopra Caldes: sono queste, in sintesi, le tematiche affrontate nella serata di ieri dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, ospite su Rete 4 a Controcorrente.

 

Rispondendo alle domande della conduttrice, Veronica Gentili, Fugatti ha innanzitutto sottolineato nuovamente come la Pat si auspichi che le istanze presentate vengano accolte dal Tar: “Dopodiché, il tribunale è autonomo come è giusto che sia. Vorrei però ricordare che il Trentino non ha smesso di soffrire di questa storia”. Dopo la morte di Papi però, ha ricordato la giornalista, gli stessi genitori del ragazzo hanno detto che l'abbattimento (sancito da Fugatti in due diverse ordinanze) non riporterà in vita il figlio e che non è questa la giustizia che si aspettano. Nel frattempo nelle ultime settimane diverse associazioni animaliste si sono fatte avanti, proponendo alcuni rifugi in Europa disposti ad accettare l'orsa, che al momento è detenuta al Casteller dopo la cattura da parte delle autorità provinciali.

 

“Ovviamente ci adegueremo alle scelte che fa la giustizia amministrativa – ha replicato Fugatti – per noi però il problema non è Jj4, il problema sono gli altri orsi in eccesso che sono presenti sul territorio trentino rispetto al progetto originario, che prevedeva 40-50 esemplari che si sarebbero poi dovuti disperdere nelle aree confinanti al Trentino. Questo non è accaduto, e non stiamo qui a chiederci il perché, e oggi ci sono un centinaio di orsi tutti in una parte del territorio provinciale. Questo è il dato: noi aspettiamo risposte dal governo, e non abbiamo dubbi che arriveranno, sullo spostamento degli animali in eccesso perché è questo che interessa al Trentino”.

 

Al di là però delle cifre snocciolate dal presidente della Provincia in merito al numero di plantigradi sul territorio, come riportato da il Dolomiti in un approfondimento sullo Studio di fattibilità per la reintroduzione dell'Orso bruno sulle Alpi Centrali (documento dellIspra risalente addirittura a 23 anni fa, Qui Articolo), già nel 2000 gli esperti avevano sottolineato che nello spazio di analisi, se le cose fossero andate bene (quindi se la specie fosse riuscita a riprendersi), il numero dei plantigradi sarebbe potuto arrivare ad essere tra i 79 ed i 118: più o meno la quantità attuale che, va ricordato, si dice essere pari a 120 solo perché ci si affida a delle stime di calcolo, quando quelli censiti al 2021 (ultimo anno di analisi nel rapporto grandi carnivori) sono una settantina.

 

Parlando poi di abbattimenti, Fugatti ha sottolineato come avvengano, per quanto riguarda gli animali problematiciin tutti i Paesi europei dove ci sono gli orsi”. Per il presidente della Provincia però il problema oggi è che “gli orsi problematici sono sempre di più” e per questo è necessario impostare un “percorso di gestione ordinario della straordinarietà degli orsi problematici”. Rispondendo poi a quanto riportato nelle scorse settimane da diverse associazioni animaliste, che hanno sottolineato come anche la mancanza di corridoi faunistici sia tra le cause della permanenza degli orsi in Trentino dopo la reintroduzione, Fugatti ha sottolineato che, ad oggi, vedere i corridoi come una soluzione sia "una fantasia", visto che sono proprio le altre regioni a non volerli per evitare l'arrivo degli orsi.

 

“A noi i corridoi faunistici vanno bene – ha detto – il problema è che non li vogliono le altre regioni: ho visto il presidente Zaia che, giustamente, nel momento in cui vengono proposti dalle associazioni animaliste dice 'no, non li voglio perché non voglio gli orsi'. Ha ragione, ed è la stessa cosa con Fontana e con gli altri presidenti di Regione. I corridoi faunistici sono una fantasia perché non li vuole nessuno”. La discussione è poi virata sul progetto Life Ursus in sé e sulle eventuali responsabilità in una mancata convivenza virtuosa con i plantigradi sul territorio: “Io potrei tranquillamente dire che chi l'ha fatto a suo tempo ha sbagliato – ha precisato Fugatti – e scaricare le responsabilità sugli altri,  ma non lo faccio. Andò così e non stiamo qui ad entrare nel merito. Da tempo però, sia io che i miei predecessori, abbiamo fatto presente come problema al ministero competente la crescita del numero di esemplari sul territorio”.

 

Oggi, ha detto ancora il presidente della Pat: “Il problema è l'eccesso di numeri. Si pensava che gli esemplari si sarebbero spostati: non è avvenuto e non avverrà. Oggi dobbiamo affrontare il problema per quello che è, quello che è stato è stato”. In conclusione poi si è toccata anche la questione relativa alla tesi avanzata da diverse associazioni animaliste (Qui Articolo) secondo le quali, sulla base dei segni lasciati dai canini dell'orso che ha ucciso il 26enne, l'animale responsabile dell'aggressione non sarebbe stato Jj4 ma piuttosto un esemplare maschio adulto. “Noi siamo un'istituzione – ha commentato Fugatti – e ci rimettiamo a ciò che dicono le istituzioni competenti e queste hanno detto che la responsabile dell'aggressione è Jj4. Io ho rispetto per tutte le associazioni animaliste e per i veterinari ma noi a questo ci rimettiamo, altrimenti dobbiamo cambiare opinione ogni mattina. Parliamo di istituzioni che hanno la competenza di dire ciò che hanno detto, quindi lì restiamo".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato