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Con i profughi sul monte Altissimo, la Sat: ''Il rifugio è un luogo aperto dove non si chiede da dove vieni ma dove vai''

Il pomeriggio in quota organizzato dalla collaborazione tra l'associazione alpinistica e il Centro Astalli. "È una giornata che non dimenticheremo, di amicizia e piena di emozioni"

 

Di db - 17 giugno 2018 - 18:15

NAGO. "È una giornata che non dimenticheremo", così si legge sulla pagina Facebook della Sat. Un commento a caldo, scritto subito dopo il rientro dall'escursione che ha portato sul monte Altissimo un gruppo di oltre 40 richiedenti asilo grazie a una collaborazione con il Centro Astalli di Trento in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

 

"Una giornata di amicizia con gli ospiti del Centro Astalli, ragazzi, ragazze, famiglie con bambini. Una giornata ricca di storia e di storie, grazie alla narrazione dello storico Quinto Antonelli. Una giornata piena di emozioni - si legge nel post - grazie ai due straordinari attori di Teatro Civile".

 

Il pomeriggio in quota è stato infatti pieno di iniziative. Il pranzo al rifugio, la 'lezione' sulla storia della zona del Baldo raccontata da Antonelli e il Teatro Civile che ha messo in scena la narrazione di un viaggio nella Berlino del Muro con lo sfondo azzurro del panorama che si vede da lassù.

 

I richiedenti asilo sul monte Altissimo, iniziativa di Sat e Astalli

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – aveva detto Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – perché abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”. E un pezzo di quella strada è stato percorso ieri sul sentiero che porta sull'Altissimo

 

"Non ci sono parole per ringraziare tutti coloro che anno reso possibile questa magia", scrive la Sat. Tra questi anche Claudio Bassetti, l'ex presidente della Sat che aveva iniziato a curare questo progetto quando ancora era alla guida della società alpinistica.

 

Nel suo intervento ha detto questo rivolgendosi ai richiedenti asilo: "Il rifugio è un luogo aperto, accogliente e inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità".

 

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