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Crisi dell'editoria, annunciata la chiusura della radio diocesana ''Trentino inBlu''

La comunicazione è arrivata da parte dell'editore. Annunciati due licenziamenti. Avviati due giorni di sciopero

Pubblicato il - 10 April 2018 - 20:46

TRENTO. Le giornaliste i giornalisti di Vita Trentina e Radio Trentino inBlu hanno proclamato due giorni di sciopero in seguito alla comunicazione circa la chiusura della radio diocesana (Trentino inBlu). Questo comporta il licenziamento dei due giornalisti presenti nella redazione.

A darne comunicazione è stato ieri l'amministratore delegato di Vita Trentina Editrice sc. Il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige ha espresso la propria solidarietà ai giornalisti coinvolti spiegando che “si avvarrà della consulenza della Federazione Nazionale della Stampa Italiana” alla quale ha già chiesto l’immediato avvio di una trattativa sindacale per potere discutere lo stato di crisi dell’emittente e di “trovare le migliori soluzioni condivise, evitando forzature, in considerazione dei molteplici strumenti offerti dallo Stato e dalla Provincia Autonoma di Trento”.

 

Questo il comunicato diffuso sui social da parte della radio diocesana.

 

“Ieri, 9 aprile 2018, l’amministratore delegato di Vita Trentina Editrice Sc ha comunicato al personale dipendente la chiusura della radio diocesanaTrentino inBlu e il licenziamento di due giornalisti della redazione.

Questo il mandato che ha spiegato di aver ricevuto dal consiglio di amministrazione della cooperativa. In risposta a questa grave comunicazione, le giornaliste e i giornalisti di Vita Trentina e di radio Trentino inBlu hanno deciso di attuare come prima azione due giorni di sciopero. Hanno inoltre dato mandato al Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige/Südtirol – che fa parte della Federazione Nazionale della Stampa Italiana - di gestire la vertenza che si è aperta, per poter discutere lo stato di crisi dell’azienda e trovare le migliori soluzioni condivise, evitando dannose forzature.

Concludiamo con le parole di mons. Nunzio Galantino (fonte: Sir, novembre 2016), Segretario generale della Conferenza episcopale italiana: “Penso che i giornali diocesani abbiano un ruolo molto importante perché sono la voce delle periferie, quelle periferie che spesso vengono ignorate… oggi siamo chiamati a farlo con la sensibilità, e anche con le tecnologie che sono più adeguate al mondo di oggi. Per questo dobbiamo avere anche noi, come realtà diocesane, la capacità di avere non solo la voglia di conservare ma anche di innovare, perché quello che diciamo e quello che facciamo abbia un senso, perché non è detto che quello che ieri funzionava debba funzionare anche oggi”. E concludeva rivolto ai settimanali diocesani: “Per questo mi interrogo pensoso quando avverto che le vostre testate non trovano nelle rispettive Chiese l’appoggio che meriterebbero”.

E con le parole di Papa Francesco ai membri dell’Unione stampa periodica italiana (Uspi) e della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) ricevuti in udienza (fonte: Sir, dicembre 2017): “I settimanali diocesani, integrati con le nuove forme di comunicazione digitale, rimangono (pertanto) strumenti preziosi ed efficaci, che necessitano di un rinnovato impegno da parte dei Pastori e dell’intera comunità cristiana e della benevola attenzione dei pubblici poteri”.

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