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Da un nuovo bar con vista parco al centro giovanile, ecco come cambierà volto l'ex mensa Santa Chiara

Qualche giorno fa è stato presentato l'ultimo tassello dei lavori che riqualificheranno l'intera area ex Santa Chiara. Per i lavori arriveranno 18 milioni di euro di finanziamento statale straordinario per la riqualificazione delle periferie

Pubblicato il - 18 giugno 2018 - 06:01

TRENTO. Tre anni di lavoro e il volto dell'attuale area dell'ex Santa Chiara sarà completamente trasformato. Qualche giorno fa sono stati presentati i lavori dell'ultimo tassello del progetto Santa Chiara Open Lab, il programma di rifunzionalizzazione e riuso sostenibile dell'area per il quale arriveranno 18 milioni di euro di finanziamento statale straordinario per la riqualificazione delle periferie.

L'obiettivo è quello di eliminare i numerosi elementi di criticità dal punto di vista della marginalità sociale e del degrado edilizio e gli interventi riguarderanno l'area che comprende gli edifici dell'ex Casa di Riposo, degli ex uffici della Civica di Trento (proprietà APSP Civica di Trento), dell'ex Mensa S. Chiara, il parco e della chiesetta sconsacrata del Redentore su via San Giovanni Bosco.

 

Una riqualificazione a 360 gradi sulla quale il Comune di Trento ha puntato gran parte delle proprie professionalità assieme ad un coivolgimento dei cittadini e delle associazioni per ridare nuove funzioni e nuova vita.

 

 

Gli ultimi lavori che sono stati presentati dall'assessore Italo Gilmozzi sono quelli che riguardano l'edificio della ex mensa ormai inutilizzato da molti anni.

 

La struttura ospitava in passato il convento delle Clarisse fino alla espropriazione napoleonica nel 1810. Sono del gennaio del 1809 i progetti redatti dall'ingegnere bavarese Edmund von Pusch, i quali prevedevano per il convento la trasformazione in caserma militare. Fu invece per decreto vicereale del 15 febbraio del 1811 che tutti gli ospedali cittadini si trasferirono nel complesso di Santa Chiara determinandone la destinazione d'uso fino al 1969.

 

L'edifico oggetto della progettazione, chiudeva il complesso ospedaliero Santa Chiara verso est: si trattava di un edificio intenzionalmente separato dagli altri, nella logica delle funzioni che aveva ospitato.

 

Dopo il trasferimento dell'ospedale nella attuale sede in Bolghera, nel complesso venne insediata la facoltà di lettere oltre al centro servizi Santa Chiara e all'Auditorium, mentre l'edificio del lazzareto rimase abbandonato per molti anni. Nel 1984 gli architetti Cecchetto e Ferrari hanno redatto il progetto per realizzare la mensa universitaria. I lavori che portarono a un ben riconoscibile ampliamento verso il verso il parco iniziarono nel 1986 e terminarono tre anni più tardi. Nel 2008 la mensa gestita dall'opera universitaria venne chiusa.

 

Da tempo veniva ricercata una nuova destinazione d'uso, compatibile con la natura dell'edificio e coerente con le funzioni del complesso di edifici intorno.

 

Il corpo dell'ampliamento del 1986 a est e l'edificio storico a ovest saranno funzionalmente separati e distinti: nell'edificio dell'ex lazzareto accessibile da ovest troveranno la sede l'urban center e gli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti, mentre nell'ampliamento del 1986 avrà sede il Centro Giovani, accessibile da nord o da est.

E' stata sottoscritta una convenzione con gli Ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri per la concessione per 29 anni della parte di edificio destinata a loro sede, urban center e zona formazione.

 

Per ottemperare a funzioni e obiettivi, in sintonia con la progettazione del parco, è stato ripensato il rapporto con il contesto e sono state previste nuove volumetrie. Un nuovo volume a nord del complesso conterrà parte dell'urban center e della sede dell'ordine degli architetti al piano superiore, contribuendo a ridisegnare l'accesso principale al centro giovani, che avverrà da nord. Verrà inoltre realizzato un nuovo volume per realizzare un bar-caffetteria a sud, affacciato sul parco.

 

ll corpo centrale dell'edificio storico fungerà da atrio comune, ingresso per l'Urban Center a piano terra, per la sede degli ordini sviluppata sui diversi piani e per l'area formazione a servizio degli ordini, realizzata a sud: è stata prevista una sala da cento posti e una da trenta, con ingresso da sud che ne renda potenzialmente autonomo l'utilizzo.

 

Al piano superiore della parte nord dell'ex lazzareto troverà posto la sede dell'ordine degli architetti: l'attuale ambiente unitario verrà articolato in più uffici con partizioni leggere. Anche a sud-ovest dell'edificio storico verrà realizzato un nuovo volume che contiene i collegamenti orizzontali, locali tecnici e parte di una delle due sale formazione.

 

A piano terra, a sud del complesso, verrà anche ridisegnata la zona adibita a locali tecnologici. I locali tecnici a piano terra corrisponderanno ora quindi a un terrazzamento, che ridisegna l'accesso da sud al parco, che avverrà attraverso un grande scalone, oltre che tramite una rampa a norma.

 

L'ordine degli ingegneri occuperà invece la parte sud dell'edificio storico, già contenente una struttura metallica con l'articolazione su 3 livelli. L'interno del corpo destinato alla sede dell'ordine degli ingegneri sarà ripartito da pareti vetrate di arredo, conservando all'ultimo livello la leggibilità della intera copertura in legno. Verrà realizzata una nuova scala interna e un nuovo blocco servizi nella parte est della pianta, dove attualmente non ci sono i solai intermedi.

 

L'ampliamento realizzato negli anni ottanta è all'interno un grande spazio unitario che ingloba tre cedri diodara di notevoli dimensioni in tre patii vetrati. Lo spazio conserverà la sua integrità, pur diventando divisibile attraverso pareti mobili leggere. I grandi alberi sono ora molto cresciuti e spingono sulla struttura da cui entra la luce. Si cercherà di trovare una soluzione per garantire la sicurezza dell'area.

 

Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un bar-caffetteria in nuovo volume nel parco a sud est dell'edificio degli anni 80. Il bar avrà un ingresso a nord, dalla passerella a est dell'edificio, e verso il parco a sud, dove l'accesso sarà collegato con i percorsi in quella posizione. Il nuovo volume del bar verso il parco avrà grandi vetrate verso est, e tamponamenti laterali rivestiti in pietra. La riqualificazione dell'ex mensa Santa Chiara avrà un costo di circa 2 milioni e mezzo e la fine dei lavori è prevista per la seconda parte del 2020.

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