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| 03 gen 2019 | 20:33

Ex Atesina, arrivano i primi 3 milioni di euro per rilanciare area e quartiere

L'area si sviluppa su una superficie di 17 mila metri quadri. In previsione una piazza, palestre, spazi multifunzionali e collegamenti di mobilità dolce 

TRENTO. Non solo la riqualificazione di piazza Mostra (Qui articolo), sono diverse le partite aperte a Palazzo Thun e qualcosa riprende a muoversi anche sulla parte dell'ex Atesina. E' il 21 novembre 2017, quando si chiude un pezzo di storia nel quartiere di Solteri-Centochiavi: il deposito abbassa la saracinesca e gli ultimi autobus lasciano la rimessa per trasferirsi definitivamente in via Innsbruck (Qui articolo). 

 

Un'area da allora ferma tra ipotesi e idee naufragate. Un tema non certo nuovo. Dal 2003, già con il progetto Palomar, si discute su come riqualificare questa zona di Trento per ridare una nuova vivibilità all'intero quartiere, che a partire dagli anni Ottanta ha assistito ad una rapida espansione urbanistica, soprattutto dei servizi.

 

L'area si sviluppa su una superficie di 17 mila metri quadri e comprende uno spazio coperto centrale a pianta libera caratterizzato da manufatti tipici dell’archeologia industriale del secolo scorso per circa 6 mila metri quadri, un'ala a nord composta da capannoni con tipologia di copertura a shed per una superficie complessiva di circa 3.500 metri quadri e un volume edilizio di confine posto a sud, a diretto contatto con le vie di comunicazione di circa 25 mila metri cubi.

 

Sul tavolo ci sono 3 milioni di euro e rappresenta solo la prima parte di un progetto più ampio di recupero dell'interno comparto. "L'obiettivo del progetto - spiega l'assessore Italo Gilmozzi - è la riqualificazione di un'area di rilevanti dimensioni con finalità pubblica integrata nel quartiere Solteri–Centochiavi ed aperta alla città. La finalità è la realizzazione di interventi rivolti alla riqualificazione infrastrutturale, sociale, culturale ed ambientale. Questo intervento, autonomo e funzionale, è finalizzato all'apertura al pubblico, ma anche all'utilizzo in sicurezza, dell'area attraverso una prima dotazione minima di servizi e attrezzature".

 

Ecco quindi la previsione di demolire i volumi a nord e sud, quindi la bonifica dei terreni per far spazio ad un'area verde multifunzionale per una superficie di circa 11 mila quadrati, compreso alcune zone adibite a parcheggio. Spazio poi ai collegamenti di mobilità dolce e alla sistemazione dei volumi ad est per creare una piazza coperta di circa 3 mila metri quadrati in grado di garantire flessibilità di utilizzo attraverso la predisposizione di locali e attrezzature a servizio dell'area. E ancora, si prevede la sistemazione del collegamento dall'accesso su via Marconi all'area verde.

 

Lato ovest. Qui l'anima è sportiva. I volumi interni dovrebbero ospitare alcune palestre, gli spogliatoi e spazi per le associazioni, oltre alla sistemazione area coperta. "Allo stato attuale è stato ipotizzato, a livello schematico, un progetto generale di recupero dell'intera area al fine di valutarne le potenzialità in termini di capacità di rigenerazione virtuosa di un comparto di superficie relativamente vasta - dice Gilmozzi - che storicamente ha costituito per il quartiere un elemento non permeabile di saturazione urbana e che, negli obiettivi dell'amministrazione, dovrebbe invece essere trasformato in un luogo di aggregazione e di valorizzazione dell'intero quartiere". Tutto viene adeguato alle normative sismiche attuali.

 

Questo primo intervento è propedeutico per eventuali e successive opere di allestimento degli spazi, che si possono in via preliminare quantificare dal punto di vista economico con un raffronto parametrico con esempi di riconversione di edifici industriali con caratteristiche assimilabili.

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