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Decreto dignità, Cna: ''Provvedimento sbagliato, si perdono posti lavoro". Filcams: ''No ai voucher''

Posizione diversa per la Uil. Il segretario Walter Alotti spiega che "La Uil non è mai stata favorevole ad abolire i voucher, ma serve una modifica dell'impianto normativo"

Pubblicato il - 15 luglio 2018 - 21:12

TRENTO. “Un decreto sbagliato che toglie lavoro anziché crearlo”. Il Decreto Dignità, portata avanti dal vicepremier Luigi Di Maio, non piace a Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige che non lesina critiche al testo vistato dalle Ragioneria generale dello Stato.

 

Il testo, proprio in questi giorni, è al centro di forti polemiche. Analizzato dal quotidiano economico IlSole24Ore, nelle dichiarazioni ufficiali del governo, il provvedimento avrebbe dovuto aumentare, da subito, l'occupazione di qualità e stabile. Questo però non sembra avvenire perché, come riportato nella relazione tecnica che accompagna il decreto, ci sarà un effetto opposto con una diminuzione, scritta nero su bianco, dell'occupazione di 8mila unità l'anno fino al 2028.

 

Toglie il lavoro invece di crearlo” ha spiegato Corrarati. “La pur lodevole esclusione della reintroduzione delle causali nei contratti stagionali a tempo determinato non è sufficiente a modificare il nostro giudizio. L’irrigidimento della disciplina sui contratti a tempo determinato rallenterà quel processo virtuoso che ha consentito a tanti nostri giovani di entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale, godendo di regole e di tutele”.

 

In merito alla perdita di 8 mila posti di lavoro, come riportato dal Sole24Ore, Di Maio ha spiegato che non si tratta di un “numero messo dai miei ministeri o altri ministri”. La verità, spiega sempre dal quotidiano economico, è che “questo decreto dignità ha contro lobby di tutti i tipi”. «Il mio sospetto - spiega - è che questo numero sia stato un modo per cominciare ad indebolire questo decreto e per fare un po' di caciara”.

 

Le critiche che arrivano dal Cna del Trentino riguardano anche il fatto che non si vede , spiegano, “un vero rilancio sul tema del lavoro attraverso una flessibilità in entrata, tramite idonee forme di contrattazione, che le PMI del Trentino Alto Adige hanno dimostrato di utilizzare senza creare precarietà e interruzione di continuità lavorativa”.

 

C'è poi la questioni dei voucher sui quali il ministro Di Maio ha mostrato importanti aperture negli ultimi giorni. “Ci aspettiamo la reintroduzione dei voucher – ha spiegato Claudio Corrarati - ottimo strumento improvvidamente cancellato in passato che, oltre al turismo e all’agricoltura, è necessario che venga attivato anche negli altri settori che li avevano utilizzati con successo per gestire picchi produttivi o situazioni di mercato imprevisti”.

 

Ad esprimere una posizione favorevole ai voucher ma con la necessità di una radicale modifica dell'impianto normativo e escludendoli dai settori agricolo, turismo, edilizia, manifatturiero, è stata espressa dalla Uil.

 

“La Uil – ha spiegato il segretario trentino Walter Alotti - non è mai stata favorevole ad abolire i voucher, ma proponeva di modificarli radicalmente. Se il voucher fosse stato realmente utilizzato per prestazioni di lavoro 'occasionali' ed 'accessorie', il problema non si sarebbe posto”. Una cattiva normativa del lavoro accessorio, spiega il sindacato, ha creato però più danni che altro.

 

“Noi rilanciamo la nostra proposta – ha proseguito Alotti - e cioè il ritorno alla regolamentazione del 2003, la cui conditio sine qua non, per svolgere lavoro con voucher risiedeva nella 'occasionalità' ed 'accessorietà' della prestazione ed ha ben delineati confini soggettivi ed oggettivi di applicazione”. Sempre dalla Uil arriva poi la richiesta di un divieto di utilizzo dei voucher in appalti per opere e servizi; per il committente, un tetto massimo di dieci giornate l’anno di utilizzo dei voucher, indipendentemente dal numero dei prestatori e che il singolo committente non possa avvalersi dello stesso prestatore di lavoro per più di due giornate di lavoro consecutive.

 

La Cgil è invece pronta alla battaglia nel caso sia confermato il ritorno dei voucher. A farlo capire è la Filcams del Trentino con Roland Caramelle che critica duramente l'ipotesi di una reintroduzione di questo strumento nel settore del turismo. “Reintrodurre i voucher nel turismo sarebbe un errore gravissimo. Il settore non ha bisogno di strumenti che favoriscono lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici. La necessità è quella di cambiare rotta puntando sulla qualità del lavoro”. Per il segretario “Il turismo è uno dei settori più importanti dell'economia provinciale ed è necessario cambiare verso, rilanciando sulla contrattazione integrativa territoriale. Non servono scorciatoie per precarizzare ancora il lavoro”.

Per Filcams non è vero che i buoni lavoro sono la risposta al bisogno di flessibilità delle imprese perché il turismo ha già una molteplicità di forme contrattuali che garantiscono flessibilità estrema come il lavoro stagionale senza limiti di rinnovi né causali; il contratto part time week end (attivabile per almeno 8 ore settimanali per fine settimana con studenti per rispondere al picco di lavoro), quello di lavoro extra e di surroga con una durata non superiore a tre giorni per banchetti, meeting, convegni, fiere, presenze di gruppi, manifestazioni, il contratto a chiamata fino all'apprendistato “stagionale”. “Il massimo dell’abuso dei vecchi voucher si è registrato nei nostri settori dove i 'buoni lavoro' servivano per istituzionalizzare il lavoro nero. Bar e ristoranti 'utilizzavano i voucher in sostituzione di contratti veri, solo per risparmiare”, insiste Caramelle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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