Contenuto sponsorizzato

''Un boccone avvelenato per i più deboli'', i sindacati contro la legge sugli appalti di Fugatti: ''Si tolgono le tutele per i lavoratori. Il ddl è confuso e peggiorativo''

Approvato in commissione il ddl sulla tutela del lavoro negli appalti della pubblica amministrazione pur con tante riserve sia da parte degli imprenditori che dei sindacati il disegno di legge approda in consiglio e per Cgil, Cisl e Uil è la prova che la Giunta ha scelto di non stare con i lavoratori: ''Rendono facoltativa la clausola sociale. Non si governa a colpi di slogan, ma serve affrontare i problemi in tutta la loro complessità''

Di L.P. - 22 ottobre 2019 - 16:35

TRENTO. ''Si sta andando a produrre un assetto disorganico, confuso e, per certi aspetti, addirittura peggiorativo rispetto alla situazione attuale. Dobbiamo constatare con amarezza e profonda preoccupazione che alla prova dei fatti la giunta provinciale ha deciso di non stare dalla parte dei lavoratori. Si è deciso con una forzatura unilaterale di distruggere il metodo del confronto tra tutte le parti. Questo, per la tradizione del Trentino, è un male in sé''. La voce che si alza con forza contro l'esecutivo e in particolare, questa volta, proprio con il presidente della Provincia Fugatti che ha seguito in prima persona la questione, è quella dei sindacati unitari.

 

Cgil, Cisl e Uil non hanno dubbi nel respingere con forza il disegno di legge sugli appalti che andrà in discussione in consiglio provinciale. Nato anche per evitare situazioni come quelle che si sono verificate negli ultimi anni con subentri di aziende, in gestioni di servizi pubblici (come nelle biblioteche, nelle mense), che vincevano gli appalti con grandi ribassi, tagliando poi il personale o riducendogli i compensi, il disegno di legge avrebbe dovuto (a chiacchiere e slogan) tutelare i lavoratori. A quanto pare, però, è di significato completamente opposto.

 

“Il disegno di legge proposto dalla giunta doveva blindare la tutela dei lavoratori nei cambi appalto. Peccato che si sono fermati al piano delle buone intenzioni. Nei fatti l’esecutivo ha compiuto l’ennesima giravolta e, per accontentare le richieste degli imprenditori, non solo ha vanificato ogni ulteriore tutela per i lavoratori, ma rischia di peggiorare le condizioni rispetto a quanto oggi è già previsto dalla legislazione provinciale. Insomma la toppa è peggio del buco”. Le principali sigle sindacali con i rappresentanti delle categorie Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs puntano quindi il dito contro gli emendamenti al testo firmati dal presidente Fugatti. Emendamenti che, in realtà, non convincevano nemmeno gli imprenditori e le classi datoriali che paventavano anche rischi di illegittimità della norma così come la giunta stava rivedendo (QUI ARTICOLO). 

 

''Il presidente smentisce sé stesso e con questi emendamenti - proseguono i sindacati - stravolge il disegno di legge annunciato in pompa magna. La clausola sociale rafforzata, come prevista dal comma 4 dell’articolo 32 dell’attuale legge sugli appalti, può diventare facoltativa anche negli appalti ad alta intensità di manodopera, mentre la riassunzione non è più automatica, ma vincolata alle esigenze delle aziende”, sottolineano i rappresentanti confederali al Tavolo appalti Maurizio Zabbeni (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Stefano Picchetti insieme ai segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti e Paola Bassetti (Filcams), Lamberto Avanzo (Fisascat) e Walter Largher (Uiltucs) e Nicola Petrolli della Uiltrasporti.

 

''In sintesi - spiegano ancora i sindacati - si annuncia a mezzo stampa la “rivoluzione” a favore dei lavoratori degli appalti, si creano aspettative e si liquidano con superficialità i compromessi raggiunti dalle parti sociali su una materia notoriamente complessa e poi, contando sull’avvenuto effetto annuncio, si introducono nuove norme che producono un assetto disorganico, confuso e, per alcuni aspetti, addirittura peggiorativo rispetto alla situazione attuale. Si promette, quindi, semplificazione e si produce una proliferazione di dispositivi, una gruviera dentro la quale potranno infilarsi comportamenti opportunistici da parte delle imprese. La montagna non ha prodotto un topolino, ma dei veri e propri bocconi avvelenati con il rischio che a pagarne le conseguenze siano ancora una volta i lavoratori”.

 

Nello specifico gli emendamenti dell’Esecutivo interverrebbero su aspetti cruciali.

 

Nel primo caso la giunta potrà stabilire che anche in caso di appalto ad alta intensità di manodopera la clausola sociale rafforzata, e quindi l’obbligo di passaggio di tutti i lavoratori, non è vincolante, ma facoltativo. A fronte dell’inserimento di innovazioni tecnologiche o della disponibilità di personale proprio l’azienda che vince l’appalto non è più tenuta ad assumere tutto il personale della ditta uscente impegnata nell’appalto. “La gravità della decisione - commentano al riguardo i segretari sindacali - sta nel fatto che si lascia all’azienda, in via preliminare, la decisione di decidere quanto personale assumere. Per noi inaccettabile”.

 

Infine la questione delle retribuzioni: il disegno di legge Fugatti aveva garantito il mantenimento delle stesse condizioni retributive, proprio perché non si verificasse più, come nel caso del portierato dell’Università, che i lavoratori nel cambio appalto si vedessero ridotti i salari, pur continuando a svolgere lo stesso lavoro. “Si dice adesso che non si tutela la retribuzione esistente, ma quella spettante, espressione ambigua, che apre di fatto ad un notevole contenzioso e non dà alcuna certezza ai lavoratori”.

 

Nel testo di legge arrivato in aula, inoltre, non c’è alcun riferimento ai capitolati costruiti solo sull’offerta tecnica. I sindacati avevano chiesto che anche questo punto fosse inserito scongiurando così il ricorso ad appalti costruiti al massimo ribasso, che nel caso di attività “labour intensive” vuole dire competere solo sul costo del lavoro. Anche questo è rimasto un appello inascoltato.

 

“Dobbiamo constatare con amarezza e profonda preoccupazione che alla prova dei fatti la giunta provinciale ha deciso di non stare dalla parte dei lavoratori. Si è deciso con una forzatura unilaterale di distruggere il metodo del confronto tra tutte le parti. Questo, per la tradizione del Trentino, è un male in sé; all’inizio sembrava quantomeno che la direzione fosse quella di tutelare i lavoratori e di rispondere così alla mobilitazione del sindacato. Con questi emendamenti sembra aver vinto, per ora, la spinta in direzione contraria. Il punto è che non si governa a colpi di slogan, ma serve affrontare i problemi in tutta la loro complessità come abbiamo ribadito più volte. Una giunta che ambisce a governare il Trentino dovrebbe avere una visione; se, invece, si cucina mettendo insieme tutto e il contrario di tutto il risultato è un boccone avvelenato per i più deboli”.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 16 novembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 novembre - 09:04

E' successo questa mattina, non ci sono stati feriti ma le persone che si trovavano all'interno sono state soccorse dai vigili del fuoco. La linea è stata chiusa per consentire l'intervento dei tecnici 

18 novembre - 11:19

Canne fumarie coperte da neve, il rischio è che questa situazione crei un cattivo tiraggio del camino che impedisce la dispersione dei fumi di combustione in atmosfera, favorendo la concentrazione del pericoloso monossido di carbonio (CO) all'interno dell'abitazione

18 novembre - 09:30

L'incidente è avvenuto ieri sera poco dopo le 23 e sul posto si sono portati i vigili del fuoco, i carabinieri e i soccorsi sanitari. I tre giovani sono stati trasportati in codice giallo all'ospedale di Arco 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato