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Dolomiti Pride, mancano pochi giorni: ''Sarà la festa delle famiglie. Di tutte, nessuna esclusa''. Dal palco parlerà anche il sindaco

La manifestazione partirà da piazza Dante alle 15 di sabato prossimo 9 giugno. Sfilerà per la città per poi concludere il percorso al parco della Albere dove inizierà la festa. Gli organizzatori: "Alle parole del ministro Fontana che negano la nostra esistenza risponderemo con la visibilità"

Di Donatello Baldo - 04 giugno 2018 - 13:27

TRENTO. "Sarà il pride dei nostri 'alleati', delle tante persone che ci sono vicine, che riconoscono questo momento come una battaglia di civiltà per tutti e tutte. Non sarà la manifestazione di una minoranza ma una giornata di gioia per l'intera città". 

 

Dice così Paolo Zanella, presidente di Arcigay, alla conferenza ufficiale del Dolomiti Pride. Vicino a lui le associazioni promotrici ma anche l'assessore Andrea Robol: "Il Comune di Trento sostiene questo evento e lo fa con convinzione. Con le associazioni omosessuali è stato fatto un lungo cammino e questa è una tappa importante". 

 

"Io ci sarò - afferma - e farò tutto il percorso fin dal concentramento in piazza Dante. Alla fine - aggiunge - dal palco allestito al parco della Albere parlerà anche il sindaco che porterà il saluto di benvenuto a tutti i partecipanti. Perché questo evento - conclude - è importante per tutta la città".

 

Arriva quindi il Dolomiti Pride, dopo mesi e mesi di organizzazione. "Il Dolomiti Pride non è soltanto la giornata conclusiva della parata - afferma Zanella - ma comprende tutte le iniziative che si sono svolte fin qui: 80 eventi tra Trento, Bolzano e altri 13 comuni del Trentino. Mostre, teatro, dibattiti, convegni, feste di autofinanziamento". (Qui tutto il programma)

 

E ancora: "Cento volontari, riunioni ogni due giorni. E' il pride che in Italia ha più adesioni di tutti". Sono infatti 79 le associazioni che hanno dato ilo loro appoggio, oltre ai partiti della sinistra. "Ci sono anche due Meet-up dei 5 Stelle - afferma Zanella - quello di Rovereto e quello di Merano". 

 

"A loro - spiega - chiederemo conto delle posizioni del nuovo governo sul tema dei diritti civili, perché non ci risulta sia inserito nel famoso contatto firmato da Lega e 5 Stelle". E a proposito di governo, Zenella non ha risparmiato dure critiche al nuovo ministro Lorenzo Fontana, ministro alla famiglia declinata volutamente al singolare.

 

"Con le sue prime parole dopo il giuramento ha addirittura negato l'esistenza delle famiglie arcobaleno e di tutte le famiglie che non siano uomo-donna-figli. Ecco - ha sottolineato Zanella - il pride è l'opposto del pensiero di Fontana e della sua omofobia istituzionale, perché il pride significa inclusione e soprattutto visibilità. Qui non si nega l'esistenza di nessuno, anzi". 

 

Parole che ha condannato anche l'esponente di Famiglie Arcobaleno Lorenzo Modanese, papà - con il suo compagno - di un bimbo e di una bimba. "Il Dolomiti Pride casca a fagiolo, proprio dopo le parole di un ministro che vorrebbe negare la nostra esistenza. Sarà l'occasione per dimostrare che ci siamo ma soprattutto che con noi quel giorno ci saranno tante altre famiglie: omogenitoriali, eterogenitoriali, monogenitoriali". 

 

Il pride sarà infatti aperto dai bambini, quelli che vivono con due mamme e due papà circondati dai loro amichetti di scuola, dalle rispettive famiglie. "Ci saranno anche gli scout, ci sarà la rete delle relazioni che come ogni famiglia normale anche le famiglie arcobaleno trentine hanno costruito negli anni". 

 

A proposito di famiglie, alla presentazione del Dolomiti pride è intervenuto anche Mario Caproni, dell'Agedo, l'associazione di genitori di gay lesbiche e trans. "Non vediamo l'ora di poter sfilare per le vie della città con i nostri figli. E sono sicuro che sabato prossimo ci saranno tante famiglie, padri, madri, fratelli, sorelle".

 

Gli organizzatori si aspettano tra le 3 mila e le 4 mila persone. "E ci aspettiamo anche una telefonata del presidente Ugo Rossi - afferma Zanella - farebbe piacere che il presidente della provincia mandasse un messaggio di benvenuto a una parte importante della sua comunità che sabato prossimo è in piazza per chiedere diritti e rispetto".

 

La Provincia di Trento ha negato il patrocinio alla parata, a differenza della Provincia di Bolzano, dei Comuni di Merano, Trento, Bolzano, Villa Lagarina, Riva del Garda e dell'intera Comunità della Val di Sole, del Forum per la Pace, della Commissione Pari opportunità, dell'Università di Trento e dell'Ordine degli Assistenti sociali.

 

La manifestazione partirà da piazza Dante alle 15 di sabato prossimo 9 giugno. Sfilerà per la città per poi concludere il percorso al parco della Albere. Lì ci sarà la festa con musica, spettacoli e interventi dal palco. Tra questi quelli del sindaco Alessandro Andreatta e dell'assessora Sara Ferrari.

 

Gli artisti, soprattutto trentini, si esibiranno fino all'una di notte. Una manifestazione che vuole essere inclusiva, che non esclude nessuno. Non è un caso che tutto quello che sarà detto sarà tradotto nella lingua dei segni (LIS), che i percorsi saranno tutti sbarrierati, che ci saranno indicazioni per le persone con disturbo dello Spettro autistico

 

"Ci sarà anche un'area-bimbi, una zona realx, un punto informativo sulla salute sessuale e ci sarà da mangiare e da bere". Tutto il ricavato andrà ad aggiungersi all'autofinanziamento che ha permesso la realizzazione di tutta la manifestazione. 

 

"Il costo totale delle iniziative si aggira sui 55 mila euro - spiega infatti Zanella - e oltre ai finanziamenti pubblici (la Provincia circa 3 mila euro, il Comune circa 2 mila e il Forum per la Pace circa 500) il resto arriva dal crowdfunding e dagli sponsor". 

 

Appuntamento quindi sabato prossimo alle 15 in piazza Dante. "La colonna sonora sarà la canzone originale scritta per il Dolomiti Pride - ricordano gli organizzatori - e invitiamo tutti ad impararla perché la canteremo tutti assieme". 

 

Eccola:

 

 

 

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