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Giacomo Bezzi corre con la lista del presidente "Con Fugatti - Unione di Centro": ''Il centrodestra trentino l'abbiamo creato assieme''

Ha fatto il sindaco, il presidente del Consiglio provinciale, il deputato. Ora l'assessore? "Deciderà il presidente, conosce il mio valore". E propone la Banca delle famiglie: "Ormai le Casse Rurali sono banche come tutte le altre, bisogna puntare sul microcredito"

Di Donatello Baldo - 25 settembre 2018 - 06:01

TRENTO. Si definisce autonomista di centrodestra, è della val di Sole come Rossi e con Rossi ha militato nel Patt per tanti anni. Avrebbe voluto candidarsi con Forza Trentino, come 5 anni fa, ma la sua 'miglior nemica' Michaela Biancofiore non ha voluto né lui né la sua lista: Forza Italia senza Giacomo Bezzi, così ha sentenziato la pasionaria azzurra. 

 

Lui non si è perso d'animo e ha messo su una lista in poco tempo, recuperando il simbolo dell'Udc e mettendoci sopra la scritta "Con Fugatti". Giacomo Bezzi è capolista e vuole tornare in consiglio provinciale. "Il centrodestra in Trentino è nato con me e Fugatti in quest'ultima legislatura". 

 

Avete fatto squadra, è vero. Tutte le conferenza stampa erano a due, poi a tre quando si è aggiunto Claudio Cia.

Siamo partiti da soli, all'inizio con grande fatica. Ma siamo riusciti a costruire, io e Maurizio Fugatti, il primo embrione di quel progetto di cambiamento che ora si candida a governare la provincia. Poi è chiaro che tutto è stato agevolato dal quadro nazionale... 

 

Lei ha sempre sostenuto che dovesse essere la Lega a esprimere il candidato presidente.

E' il partito più forte, è giusto così. E poi Fugatti lo conosco, so come lavora, so come abbiamo lavorato assieme, so che ci si può fidare e sono sicuro che sarà un ottimo presidente.

 

Serve però anche un'ottima squadra. 

Io ci sono, pronto ad essere al suo fianco. Abbiamo un rapporto già rodato, ho un'esperienza di 20 anni nella macchina amministrativa. E a disposizione c'è tutta la mia lista, fatta di persone competenti, che lavorano nel territorio nei diversi ambiti dell'impresa, nell'economia, nel sociale, nella cultura, nel turismo. 

 

A proposito di lista. Avrebbe voluto rimanere in Forza Italia, ma non è andata bene... 

Non ho mai fatto parte di Forza Italia, in Consiglio provinciale sono stato eletto con Forza Trentino. Avrei voluto fare una lista di centro, popolare e allo stesso tempo territoriale, ispirata ai valori degasperiani. Avrei voluto ancora Forza Trentino ma si è voluto fare Forza Italia. 

 

L'ha voluto Michaela Biacofiore, la stessa che non ha voluto in lista lei. 

Io sono il capolista dell'Udc, Unione di Centro. Hanno voluto fare Forza Italia e non Forza Trentino, e io non ci sto con il nazionalismo della Biancofiore, sono un autonomista di centrodestra, non un forzista. Ma sono pur sempre nell'alveo dei valori del Partito popolare europeo. 

 

Mi dica alcuni punti cardine del suo programma.

I giovani, perché dobbiamo trovare il modo di farli rimanere in Trentino. Un terzo di loro emigra per andare all'estero, senza più tornare. Ma anche il lavoro, soprattutto nelle valli, riscoprendo i lavori di un tempo, attualizzati alle nuove esigenze e capaci di garantire un reddito familiare. E poi l'attenzione alle periferie...

 

Su questo si è battuto molto in quest'ultima legislatura. Sulle guardie mediche ad esempio.

Il Trentino non può diventare un dormitorio e un anziano non può essere lasciato solo. Se sta male deve rivolgersi a un call center dove una voce metallica lo invita a digitare si è urgente o non urgente. Il medico di base è un presidio, una sicurezza, un aiuto per i tanti anziani soli.

 

Altro punto?

I trasporti, quindi l'intermodalità, la mobilità sostenibile, la Valdastico a Rovereto ma anche il trenino che da lì raggiunge il lago di Garda. In questi ultimi dieci anni abbiamo perso tempo, non sono stati fatti i cantieri, gli investimenti... Tante chiacchiere ma alla fine nessun risultato.

 

Colpa della giunta Rossi, immagino. Che voto dà al governo provinciale dell'ultima legislatura?

Un quattro, non di più. La giunta si è impantanata sulle regole della sinistra. Le regole sono importanti, ci mancherebbe, ma devono limitarsi a una cornice. Invece qui ci sono lacci e lacciuoli che bloccano l'impresa, l'economia. La Provincia si è trasformata in una macchina che alimenta se stessa e così non va bene. 

 

Cosa pensa del gruppo unico bancario delle Casse Rurali?

Anni fa potevano fare una scelta diversa, ora è tardi, sono obbligate a costituirsi come gruppo bancario unico. Ma non credo durerà tanto, ho qualche dubbio. Il risultato è che la banca di valle, vicina alle famiglie, non esiste più, e da tempo le Casse Rurali hanno perso lo spirito cooperativistico. Ma io ho una nuova idea...

 

La dica.

La banca della famiglia. La Cassa rurale è ormai una banca come le altre, che magari avrà anche la testa a Trento ma viaggerà su livelli che non sono più raggiungibili dalle piccole imprese familiari. La banca della famiglia dovrà servire a questo, a garantire il microcredito fino a 100 mila euro, riprendendo lo spirito di don Guetti, per favorire l'economia, le piccole imprese, le stratup. 

 

So che lei conosce bene Ugo Rossi, che siete cresciuti assieme, amici fin da piccoli. E' stato anche il suo braccio destro quando era nel Patt. Dove ha sbagliato secondo lei?

Ha voluto gestire la Provincia come fosse una multinazionale, con lui come amministratore delegato. Non è stato in grado di pensare, di avere visione... H fatto il ragioniere. Punto. 

 

Bezzi, lei è stato sindaco, presidente del Consiglio provinciale, deputato. Vorrebbe fare l'assessore?

Lo deciderà Fugatti. lui mi conosce e sa qual è la mia esperienza, conosce anche le mie qualità, le mie capacità. Se lui ritiene di avere bisogno di me, io ci sono. Quello che a me interessa è che il Trentino abbia una bella scossa di cambiamento.

 

Ma lei è un moderato, vuole la rivoluzione?

No, nessuna rivoluzione, voglio una riorganizzazione. Solo così il Trentino può rimettersi in moto. 

 

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