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Giornalisti del Mattino di Padova indagati per “favoreggiamento alla mafia”, piena solidarietà dall'Ordine e dal Dolomiti

Tra i tre giornalisti iscritti nel registro degli indagati c'è anche l'ex caporedattore dell'Alto Adige Paolo Cagnan oltre alla cronista Cristina Genesin e il direttore Paolo Possamai. Solidarietà dall'Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige (che ha eletto le nuove cariche) anche ai colleghi che stavano indagando a Bolzano su presunti finanziamenti alla Lega

Di Luca Pianesi - 14 giugno 2018 - 12:26

BOLZANO. C'è anche l'ex caporedattore dell'Alto Adige Paolo Cagnan tra i tre giornalisti iscritti nel registro degli indagati della direzione distrettuale antimafia di Venezia con le ipotesi di accusa di favoreggiamento aggravato e rivelazione di segreto istruttorio per aver riferito, un anno fa, della presenza del figlio del boss mafioso Totò Riina a Padova. Nato a Bolzano, oggi condirettore del Mattino di Padova, è accusato assieme ai colleghi Paolo Possamai e Cristina Genesin per ''favoreggiamento alla mafia''. Un'accusa incredibile e come il Dolomiti non possiamo che esprimere la piena solidarietà nei loro confronti. Solidarietà che arriva anche dall'ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige che ribadisce come si "paventa le conseguenze di un atto che si profila come un tentativo di imbavagliare la stampa ed in grado di minare istituti fondamentali quali il segreto professionale e la tutela delle fonti".

 

Questo il comunicato dei giornali veneti che spiega perfettamente la situazione: "Un episodio grave, di intimidazione e di limitazione della libertà a una cronista che nient’altro ha fatto se non il proprio lavoro. Il Comitato di redazione dei giornali veneti Gnn (Mattino di Padova, Nuova Venezia, Tribuna di Treviso e Corriere delle Alpi) condanna fermamente l’episodio che ha visto protagonista in queste ore la collega Cristina Genesin, da anni cronista giudiziaria del Mattino. Otto finanzieri le hanno perquisito la casa, le hanno sequestrato computer e cellulari".

 

"Altrettanti - proseguono - hanno fatto irruzione nella redazione del giornale. Con un’accusa a dir poco incredibile, firmata dal pm della Dia Fabrizio Celenza: “favoreggiamento alla mafia”, insieme al direttore Paolo Possamai e al condirettore Paolo Cagnan. Il “reato”, aver pubblicato una foto del figlio di Riina a Padova lo scorso anno. I rappresentanti dei giornalisti respingono al mittente questi tentativi di imbavagliare la stampa libera, e chiedono sia fatta luce al più presto su questa vicenda dai tratti paradossali. Chiedono l’intervento degli organismi di categoria e del nuovo governo affinché sia tutelata, non soltanto a parole, la libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati. E non venga accusato di reati così gravi chi cerca ogni giorno di perseguire la verità e l’informazione corretta. Il Cdr di Mattino. Tribuna, Nuova Venezia e Corriere delle Alpi". 

 

Il Dolomiti si associa ai colleghi e ribadisce la piena solidarietà ai tre giornalisti del Mattino di Padova. Come piena e convinta solidarietà esprimiamo, assieme al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino-Alto Adige, nei confronti dei tre colleghi dei quotidiani La Stampa, La Repubblica e Il Fatto Quotidiano identificati e convocati in caserma dalla Guardia di Finanza mentre espletavano la loro funzione di inviati per seguire l’inchiesta su presunti flussi finanziari sospetti riconducibili alla Lega.

 

I tre colleghi sono stati trattenuti e sentiti per circa tre ore dalla Guardia di Finanza, intervenuta, su istanza dell’Autorità giudiziaria, in relazione ad alcuni loro articoli inerenti le indagini. Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige manifesta forte preoccupazione innanzi a quello che appare profilarsi come un tentativo di ostacolare l'informazione e negare il diritto, costituzionalmente sancito e tutelato, alla libertà di stampa.

 

E proprio il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha eletto le cariche dopo le elezioni avvenute nelle giornate del 31 maggio e 7 giugno. Il Consiglio risulta così composto:

 

Mauro KELLER                   presidente              (professionista)

Willy VONTAVON                vicepresidente         (pubblicista)

Paola SEMBENOTTI            segretaria               (pubblicista)

Hannes SENFTER               tesoriere                (professionista)

Gianfranco BENINCASA       consigliere              (professionista)

Sandra BORTOLIN              consigliera              (professionista)

Antonella CARLIN               consigliera              (professionista)      

Enrico PAISSAN                 consigliere              (pubblicista)

Tristano SCARPETTA           consigliere              (professionista)

 

 

Il neo eletto Presidente ringrazia Fabrizio Franchi e Mauro Lando, presidente e segretario uscenti, per l’ottimo lavoro svolto e l’impegno profuso nell’adempiere ai delicati compiti loro delegati, auspicando un loro ruolo attivo a supporto del nuovo Consiglio.

 

 

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